Milano si legge attraverso i dati: il Politecnico presenta la dashboard interattiva che racconta quartieri, casa e disuguaglianze
Una mappa digitale per capire come cambia la città
Milano prova a osservarsi con strumenti nuovi. Il Laboratorio MAUD (Mapping and Urban Data Lab) del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano ha realizzato una dashboard interattiva dedicata alle trasformazioni urbane e abitative del capoluogo lombardo, definita dai promotori il sistema più completo di analisi quantitativa finora sviluppato sulla città.
Lo strumento, presentato al Laboratorio CRAFT del Politecnico, consente di confrontare quartieri, selezionare indicatori, filtrare dati in tempo reale e individuare tendenze attraverso grafici e mappe dinamiche. Un modello pensato non solo per studiosi e amministratori, ma anche per cittadini, giornalisti e operatori del settore.
Cinque chiavi di lettura per osservare Milano
La piattaforma organizza le informazioni in cinque grandi aree tematiche: profilo sociodemografico, flussi migratori, mercato immobiliare residenziale, economia urbana e struttura territoriale. I dati raccolti coprono il periodo 2019-2023 e derivano da fonti pubbliche differenti, successivamente integrate in un unico sistema di lettura. Il risultato è una fotografia complessa ma accessibile, utile sia per interpretare i fenomeni urbani sia per supportare decisioni pubbliche e private. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la possibilità di esportare i dataset e riutilizzare le elaborazioni su altri software, ampliando così le opportunità di ricerca e monitoraggio.
Una città attrattiva, ma con equilibri fragili
Dalla lettura complessiva emerge una Milano economicamente forte, capace di attrarre residenti, lavoratori e investimenti. Tuttavia, la crescita appare distribuita in modo disomogeneo. Il nord e il nord-est mostrano maggiore dinamismo demografico e presenza giovanile, mentre il quadrante sud e parte dell’ovest presentano segnali più marcati di invecchiamento e vulnerabilità sociale. Resta inoltre evidente la distanza tra il centro urbano e le aree periferiche: le zone centrali continuano a concentrare redditi elevati e residenti con alto livello di istruzione, mentre i quartieri esterni svolgono sempre più il ruolo di porta d’ingresso per nuovi abitanti e fasce economicamente più fragili.
I quartieri giovani e quelli che invecchiano
La dashboard individua territori in forte trasformazione. Bovisa, Dergano, Rogoredo e Parco Forlanini risultano tra le aree più giovani, mentre l’ovest cittadino registra una presenza più elevata di popolazione anziana.
Altri quartieri, come Certosa e Lambrate, mostrano movimenti residenziali intensi e cambiamenti legati a nuovi sviluppi urbanistici. Nelle aree centrali e semicentrali – tra Loreto, Porta Ticinese e Isola – si concentra invece una quota significativa di residenti single, spesso uomini.
Redditi: il divario resta marcato
Sul fronte economico, lo studio evidenzia squilibri strutturali. Il 10% della popolazione più ricca detiene il 45% del reddito complessivo, mentre il 52% dei residenti con redditi inferiori a 26 mila euro dispone soltanto del 16%.
Le fasce più abbienti si concentrano soprattutto nel centro e nelle aree interessate da recenti investimenti immobiliari e rigenerazioni urbane. Milano mantiene livelli occupazionali elevati, con quasi un milione di addetti, ma persistono differenze significative nell’accesso al lavoro qualificato: l’occupazione femminile straniera si ferma al 56%, contro il 67% di quella italiana.
Casa: centro caro, periferie decisive
Il mercato immobiliare conferma una netta polarizzazione territoriale. I prezzi più elevati per compravendite e affitti restano nelle zone centrali comprese entro la circonvallazione 90-91, mentre il nord e il nord-est risultano le aree più dinamiche per scambi e sviluppo.
Secondo i dati elaborati, oltre 109 mila abitazioni risultano vuote oppure occupate da non residenti, concentrate prevalentemente nel centro città. Si tratta di immobili utilizzati come seconde case, investimenti o affitti brevi.
Le corone esterne assorbono invece gran parte della domanda abitativa stabile e dei nuovi arrivi, soprattutto stranieri e giovani famiglie. Quartieri come Certosa, Adriano, Dergano e Rogoredo sono indicati tra quelli con maggiore capacità di crescita.
I ricercatori del laboratorio MAUD spiegano che la dashboard rappresenta un prototipo scalabile, esportabile in altri contesti urbani e ampliabile con nuovi indicatori. Nei prossimi sviluppi potrebbe includere anche i territori esterni al Comune, offrendo una lettura metropolitana più ampia.