Milano, studenti in piazza per il “No Meloni Day” e Fridays for Future
Studenti in piazza a Milano per il “No Meloni Day” e Fridays for Future: corteo dal Castello alla Scala tra clima, scuola e diritti.
Anche Milano si unisce alle proteste del “No Meloni Day”, coincise con la mobilitazione globale di Fridays for Future.
La mattina di venerdì 14 novembre, il centro cittadino è stato attraversato da un lungo corteo di studentesse e studenti che hanno manifestato contro le politiche del governo e per un impegno più concreto sulle emergenze climatiche e sociali.
Lo striscione di apertura: scuola, diritti e Palestina
Ad aprire il corteo, uno striscione con un messaggio diretto: “Contro la scuola dei padroni, stop genocidio, repressione e riforma Valditara”. Secondo Alice Beccari, responsabile dell’Unione degli Studenti, «siamo in piazza perché crediamo in una scuola diversa e possibile. Abbiamo una proposta di riforma organica, ma questo governo – e il ministro Valditara in particolare – non sta ascoltando le esigenze di chi la scuola la vive ogni giorno».
Il percorso nel cuore della città
Come da tradizione, la manifestazione è partita da largo Cairoli, davanti al Castello Sforzesco. Intorno alle 9.30 il corteo ha iniziato a muoversi lungo un itinerario che ha attraversato tutto il centro storico: via Cusani, via Broletto, piazza Cordusio, via Orefici, via Mazzini, piazza Missori, via Larga, largo Augusto, via Mascagni, corso Venezia, piazza San Babila, via Matteotti e piazza Meda, per poi concludersi in piazza della Scala.
Le deviazioni obbligate hanno causato rallentamenti e modifiche alle linee ATM, contribuendo a bloccare il traffico durante tutta la mattinata.
Le ragioni della protesta: scuola, clima e diritti
La manifestazione ha unito le rivendicazioni dei movimenti studenteschi di OSA, promotori del “No Meloni Day”, e degli attivisti di Fridays for Future. Gli studenti denunciano:
- il modello di scuola promosso dal ministro Valditara;
- la gestione universitaria della ministra Bernini;
- il mancato intervento politico sulla crisi climatica;
- gli episodi di violenza e intimidazione avvenuti nelle scuole;
- il sostegno alle rivendicazioni per una Palestina libera.
«Blocchiamo scuole e università – dicono i giovani di OSA – riempiamo le piazze contro il governo Meloni, per una formazione nuova e libera dagli attacchi fascisti e dalle politiche che ostacolano i nostri diritti».