Milano, tre nidi saccheggiati dalla banda del rame: tetti da rifare in estate, centri estivi saltati e riapertura delle strutture prevista a settembre
I nidi di via Pianell, via Valdossola e via Palanzone hanno perso tra 900 e 1.000 metri quadri di copertura in rame. Le infiltrazioni hanno causato il cedimento dei controsoffitti.
Dietro i furti nei nidi milanesi non c’è improvvisazione. Le bande che operano sui tetti delle scuole portano avanti operazioni organizzate: le lastre di rame sono avvitate alle strutture, devono essere svitate, calate nei giardini e caricate su camion. “Stiamo parlando di furti di struttura, di elementi estremamente ingombranti e rumorosi”, ha spiegato l’assessore all’Edilizia scolastica Marco Mazzei durante una seduta congiunta delle commissioni comunali. In almeno un caso, residenti di un palazzo adiacente hanno notato i movimenti e allertato la polizia locale, costringendo i malviventi a fuggire lasciando parte della refurtiva nel giardino.
Il movente è economico e strutturale: “Il rame in questo periodo sta toccando i suoi massimi storici e quindi è diventato un materiale molto appetibile da rubare”, ha detto Mazzei. “Sul mercato nero può essere rivenduto ricavando molti guadagni”.
I tre nidi colpiti e l’entità dei danni
La crisi attuale si concentra nel Municipio 9, dove tre strutture hanno subito saccheggi ripetuti negli ultimi mesi. Nel nido di via Valdossola i furti sono iniziati alla fine del 2025, con circa 1.000 metri quadri di rame asportati. Nel nido di via Pianell, colpito da gennaio 2026, la copertura persa ammonta a circa 900 metri quadri. Il nido di via Palanzone è stato anch’esso depredato a partire da gennaio.
Nonostante la posa di teloni di plastica come protezione provvisoria, le ondate di maltempo primaverile hanno spostato i teli, permettendo all’acqua di impregnare i controsoffitti e scorrere lungo le pareti. Il 6 maggio il controsoffitto del nido di via Pianell ha ceduto in più punti, costringendo alla chiusura immediata e al trasferimento degli alunni in altre strutture. L’11 maggio è stata chiusa in via precauzionale anche la struttura di via Valdossola.
L’estate di cantieri: tetti rifatti senza rame, ma niente centri estivi
L’assessore Mazzei ha annunciato la ristrutturazione completa dei tetti dei tre nidi durante i mesi estivi, con l’impegno di riaprire le strutture per l’inizio del nuovo anno scolastico a settembre. I nuovi tetti non utilizzeranno rame come materiale di copertura, una scelta già adottata per tutte le strutture precedentemente colpite, e si valuterà l’installazione di sistemi di sorveglianza, in particolare per gli edifici più isolati. La conseguenza immediata per le famiglie è però pesante: i tre nidi non potranno ospitare centri estivi durante il periodo dei lavori.
Le critiche dell’opposizione e le richieste delle famiglie
L’opposizione ha contestato i ritardi negli interventi definitivi e la gestione della comunicazione. Giuseppe Lardieri, leader del centrodestra nel Municipio 9, ha sollevato perplessità sulle misure provvisorie: “Quei teli servono quando si fanno le costruzioni, non per tenere dei bambini sotto”, e ha incalzato la giunta sui tempi: “Dall’autunno al mese di maggio non avete messo mai mano per evitare quella che è stata una disgrazia evitata”.
Deborah Giovanati di Forza Italia ha chiesto per quale motivo non siano state attivate procedure d’urgenza con affidamento diretto sotto soglia per accelerare i lavori, anziché ricorrere alle tempistiche degli appalti ordinari. Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia, ha chiesto garanzie precise: “Il Comune deve prendere un impegno ben preciso e dire se effettivamente a settembre la scuola riaprirà, e in caso di non riapertura cosa farà e dove manderà questi bambini”.
I genitori hanno lamentato una crisi di fiducia verso l’amministrazione, chiedendo risposte sul trasporto alternativo verso i plessi di Niguarda e su eventuali rimborsi per i giorni di chiusura.
La risposta dell’assessore: nessuna mappa pubblica dei tetti in rame
Mazzei ha respinto le accuse di immobilismo, ricordando che gli interventi definitivi richiedono rilievi, progetti e coperture finanziarie che non si risolvono con la stessa rapidità di un cantiere privato. Ha annunciato un’azione politica in vista dell’assestamento di bilancio per ottenere maggiori risorse per l’edilizia scolastica. Ha invece escluso categoricamente la pubblicazione di una mappatura delle scuole con tetti in rame: renderebbe disponibile, ha spiegato, “una specie di mappa del tesoro” per i malintenzionati.