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Milano, Ultima Generazione a processo per il blitz all’Arco della Pace: il Ministero della Cultura chiede 117 mila euro di risarcimento

Risarcimento richiesto dopo la protesta del 2023 sul monumento simbolo della città

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Si riaccende a Milano il confronto giudiziario legato alle proteste ambientaliste di Ultima Generazione. Nel procedimento relativo all’azione compiuta il 15 novembre 2023 all’Arco della Pace, il Ministero della Cultura ha avanzato una richiesta di risarcimento pari a 117 mila euro, costituendosi parte civile nel processo. La somma indicata comprende 97 mila euro per presunti danni patrimoniali e ulteriori 20 mila euro per danni non patrimoniali. L’udienza si è svolta nei giorni scorsi, mentre la decisione del giudice è stata rinviata al 18 maggio.

Il lancio di colorante lavabile e il nodo dei costi di ripristino

L’episodio contestato riguarda il lancio di una sostanza colorante sull’Arco della Pace, monumento tra i più noti del capoluogo lombardo. Secondo il movimento, si trattava di un prodotto atossico e facilmente removibile con acqua, che non avrebbe causato danni permanenti alla struttura. Proprio su questo punto si concentra parte della linea difensiva: durante il processo sarebbe emerso che gli interventi di pulizia sarebbero iniziati soltanto nel giugno 2024, diversi mesi dopo i fatti, consentendo al pigmento di aderire maggiormente alla pietra.

Il dibattito sullo stato dei monumenti esposti all’inquinamento

Nel corso del procedimento è stato richiamato anche il tema della conservazione dei beni artistici in ambiente urbano. La difesa ha sottolineato come monumenti esposti all’aperto siano normalmente soggetti a cicliche operazioni di restauro e manutenzione, anche a causa degli effetti di smog e agenti atmosferici. Tra i testimoni ascoltati figura lo storico dell’arte Tomaso Montanari, che ha sostenuto come le azioni simboliche del gruppo non mirino alla distruzione delle opere, ma a richiamare l’attenzione pubblica su emergenza climatica e tutela del patrimonio.

Il movimento ha rivendicato l’iniziativa come parte di una campagna nazionale per l’istituzione di un “Fondo Riparazione”, pensato per sostenere territori e comunità colpite dagli effetti della crisi climatica. Secondo gli attivisti, la protesta voleva denunciare la distanza tra investimenti pubblici destinati ad altri settori e le risorse giudicate insufficienti per affrontare danni ambientali, dissesto e conseguenze sociali degli eventi estremi.

Sentenza rinviata al 18 maggio

La pronuncia del tribunale era inizialmente attesa per il 20 aprile, ma il giudice ha disposto il rinvio al 18 maggio. In quella data si conoscerà l’esito del procedimento sull’azione all’Arco della Pace. Nello stesso processo viene affrontato anche un secondo episodio, relativo all’imbrattamento con farina della BMW dipinta da Andy Warhol: per questo capo d’accusa, secondo quanto riferito, la pubblica accusa avrebbe chiesto l’assoluzione.

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