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Mobilità sanitaria in Lombardia: Regione, Comuni e Terzo Settore uniscono le forze per integrare accoglienza e welfare familiare

Case di Accoglienza riconosciute e coordinate nei percorsi di cura.

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Milano fa un passo avanti nella mobilità sanitaria. L’obiettivo di “Accogliere insieme”, evento promosso da A Casa Lontani Da Casa, è integrare l’accoglienza delle famiglie nei percorsi di cura in Lombardia, riconoscendone il valore strutturale nel welfare regionale. L’incontro, ospitato a Palazzo Isimbardi, ha visto la firma di due importanti atti istituzionali: un Protocollo d’Intesa con ANCI e una mozione con Regione Lombardia, che avviano il percorso di riconoscimento e accreditamento delle Case di Accoglienza.

La coesione sociale al centro della cura

Secondo Laura Gangeri, presidente dell’associazione, la mobilità sanitaria non è solo un fenomeno organizzativo. “Significa lasciare la propria casa in un momento di vulnerabilità, affrontare la malattia in un luogo sconosciuto, ridisegnare relazioni familiari e sociali. Una comunità coesa riconosce che la vulnerabilità di uno riguarda tutti”. L’evento ha visto la partecipazione di Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano e Comune di Milano, sottolineando la necessità di risposte integrate e strutturate tra istituzioni e Terzo Settore.

Protocollo e mozione: integrazione e riconoscimento

Il Protocollo con ANCI, illustrato da Lamberto Bertolè, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, mira a coordinare Comuni, ospedali e strutture di accoglienza. Valorizzando buone pratiche e promuovendo una gestione più integrata dei pazienti in mobilità.

La mozione firmata con Regione Lombardia, spiegano Emanuele Monti e Paola Pizzighini, sancisce il riconoscimento delle Case di Accoglienza come parte integrante dei percorsi di cura, rafforzando l’integrazione tra politiche sanitarie e servizi sociali.

Numeri e impatto: una rete nazionale

A Casa Lontani Da Casa coordina oggi 115 Case di Accoglienza in Italia, di cui 81 in Lombardia, con 1.670 posti letto. Tra il 2022 e il 2025 sono stati supportati oltre 8.000 pazienti e caregiver, con la maggior parte delle richieste concentrata su Milano e provincia. Il 50% della mobilità sanitaria riguarda patologie oncologiche e il 65% dei pazienti proviene dal Sud e dalle Isole. I soggiorni variano dai 7 ai 15 giorni, evidenziando l’importanza di un supporto organizzato e solidale per famiglie costrette a spostamenti prolungati.

Verso un welfare più inclusivo

L’iniziativa punta a trasformare l’accoglienza in una risposta continuativa e strutturata, integrata con i percorsi di cura, riducendo le disuguaglianze e migliorando l’esperienza delle famiglie. Durante l’evento è stato anche reso omaggio a Guido Arrigoni, Presidente onorario dell’associazione, per il contributo nella costruzione di una rete nazionale di sostegno ai pazienti in mobilità sanitaria.

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