Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Morì per la cannula recisa durante le manovre d'emergenza: l'infermiera che tagliò il cavo risarcirà 78mila euro

Quattordici anni dopo i fatti, l'ex professionista chiude la posizione davanti alla Corte dei conti. Le era stato chiesto il rimborso dei 351mila euro versati dall'Asl ai familiari del paziente

Di –

Un uomo di sessantanove anni arrivò al pronto soccorso dell'ospedale del Ceppo di Pistoia in condizioni critiche. Portava un dispositivo di assistenza cardiaca impiantato al San Raffaele di Milano, alimentato da una pompa esterna collegata al corpo attraverso una cannula. Durante le manovre per prepararlo a un intervento, un'infermiera tagliò con le forbici gli indumenti del paziente e, senza accorgersi del collegamento, recise il cavetto di alimentazione. L'uomo morì poco dopo.


L'accordo: 78mila euro con il rito abbreviato


La vicenda ha prodotto due procedimenti paralleli. Quello contabile nasceva dalla somma che l'Asl Toscana Centro aveva già corrisposto ai familiari della vittima: 351mila euro, versati come provvisionale in esecuzione della condanna di primo grado. È la cifra che la Corte dei conti aveva chiesto all'infermiera di restituire all'amministrazione.


La professionista, oggi settantaduenne, ha scelto di definire la propria posizione ricorrendo al rito abbreviato, procedura che consente di chiudere il contenzioso con una somma ridotta rispetto a quella contestata. L'importo concordato è di 78mila euro, poco più di un quinto della richiesta iniziale. La notizia è riportata dal Tirreno.


Reato prescritto sul piano penale


Il procedimento davanti al giudice ordinario aveva avuto un esito diverso. In primo grado era arrivata una condanna a sei mesi per omicidio colposo, ma il reato si è poi estinto per decorrenza dei termini. La prescrizione ha chiuso quel capitolo senza che si giungesse a una pronuncia definitiva nel merito: resta quindi l'accertamento di primo grado, mai confermato né smentito nei gradi successivi.


Condividi questo articolo

Altre notizie