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Morte di Ramy Elgaml, cambia l’accusa per il carabiniere: indagato per omicidio stradale con eccesso colposo nell’adempimento del dovere

Nuova chiusura indagini: al militare contestato l’eccesso colposo durante l’inseguimento costato la vita a Ramy Elgaml.

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Svolta nell’inchiesta sulla morte di Ramy Elgaml, il giovane deceduto dopo un inseguimento in scooter avvenuto a Milano il 24 novembre 2024. Per il carabiniere alla guida dell’ultima auto intervenuta nella fase finale della corsa, l’ipotesi di reato viene riformulata: non più solo omicidio stradale, ma omicidio stradale con “eccesso colposo nell’adempimento del dovere”. La novità emerge da una nuova chiusura delle indagini preliminari notificata dai pubblici ministeri titolari del fascicolo.

L’inseguimento di 8 chilometri da centro a periferia sud

Quella sera lo scooter, guidato da Fares Bouzidi con Ramy come passeggero, non si fermò all’alt dei militari. Ne seguì un inseguimento lungo circa 8 chilometri, dal centro cittadino fino alla periferia sud di Milano. Secondo gli atti, il carabiniere stava svolgendo il proprio servizio e quindi agiva nell’adempimento di un dovere. Tuttavia, gli viene contestato di aver mantenuto una distanza troppo ravvicinata rispetto al mezzo in fuga e una velocità ritenuta non adeguata alle circostanze, elementi che avrebbero contribuito al rischio di collisione.

“Eccesso colposo”: cosa significa la nuova contestazione

La nuova formulazione giuridica riconosce che l’intervento del militare era legittimo, ma ipotizza che vi sia stato un superamento colposo dei limiti imposti dalla legge nell’azione di servizio. In particolare, si contesta una condotta di guida considerata sproporzionata rispetto alla necessità di fermare lo scooter, anche alla luce del fatto che la targa del TMax era già nota agli investigatori. Oltre all’omicidio stradale, al carabiniere viene contestato anche il reato di lesioni nei confronti di Bouzidi, sempre con la stessa formula dell’eccesso colposo nell’adempimento del dovere.

La posizione di Fares Bouzidi

Fares Bouzidi era già stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale in relazione alla fuga di quella sera. Di recente il suo nome è tornato nelle cronache per un nuovo arresto avvenuto il 7 febbraio a Milano. Secondo quanto ricostruito, Bouzidi sarebbe stato fermato insieme a un presunto complice con l’accusa di furto aggravato: i due sarebbero stati sorpresi mentre spingevano una moto risultata rubata poco prima. Altri due giovani, ritenuti dagli investigatori coinvolti come “palo”, sono stati denunciati a piede libero.

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