Nasce in Lombardia il comitato “Amore c’è – Noi ci siamo”: sostegno alle madri in difficoltà
L’iniziativa regionale dopo il neonato lasciato nella culla per la vita a Bergamo
Dalla vicenda del neonato affidato alla culla per la vita di Bergamo prende forma una nuova iniziativa di supporto sociale e umano. È stato presentato a Palazzo Lombardia il comitato “Amore c’è – Noi ci siamo”, organismo nato con l’intento di offrire ascolto, orientamento e aiuto concreto alle donne che affrontano gravidanze o maternità in condizioni di grave fragilità. La nascita del comitato segue un episodio che ha profondamente colpito l’opinione pubblica: il piccolo era stato lasciato in sicurezza accompagnato da un messaggio segnato da sofferenza e affetto materno.
Comitato “Amore c’è”: rete di ascolto per prevenire nuove emergenze
Secondo i promotori, l’iniziativa vuole trasformare un gesto estremo e doloroso in un’occasione di consapevolezza collettiva. L’idea è quella di costruire una rete capace di intercettare situazioni di solitudine, disagio economico, paura o assenza di riferimenti familiari, offrendo un punto di contatto prima che una donna si senta senza alternative. Alla presentazione hanno partecipato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa, l’assessore alla Cultura Francesca Caruso e la presidente di Arpa Lombardia Lucia Lo Palo, tra i sostenitori del progetto.
La Russa: “Le mamme sappiano che non sono sole”
Nel corso dell’incontro, l’assessore Romano La Russa ha sottolineato come il comitato sia nato dall’impegno di persone sensibili a temi spesso vissuti nel silenzio. Il messaggio rivolto alle future madri in difficoltà è chiaro: esistono strumenti di supporto e persone disponibili ad ascoltare. L’assessore ha evidenziato anche il valore del gesto compiuto dalla donna di Bergamo, che ha scelto di non mettere a rischio il bambino pur vivendo una situazione evidentemente complessa. Da qui la volontà di far sapere che, in casi simili, è possibile trovare aiuto prima di arrivare a decisioni drammatiche.
Caruso: “Non un abbandono senza amore, ma una richiesta di aiuto”
Sulla stessa linea l’assessore Francesca Caruso, che ha invitato a leggere l’accaduto non come semplice cronaca nera, ma come segnale di un disagio profondo. Secondo Caruso, dietro la scelta della madre non vi sarebbe assenza di affetto, bensì la mancanza di mezzi e sostegni adeguati per garantire al figlio un futuro dignitoso.
Il caso di Bergamo riporta al centro anche il ruolo delle culle per la vita, dispositivi pensati per mettere in sicurezza i neonati nei casi più estremi. Ma il nuovo comitato intende spostare l’attenzione su un livello precedente: prevenire l’emergenza attraverso sostegno psicologico, informazione e accompagnamento.
L’idea di fondo è che nessuna madre debba sentirsi costretta a scegliere nella solitudine.