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'Ndrangheta a Milano: sequestrate una società e un'impresa legate alla cosca Mancuso

Secondo gli investigatori il gruppo avrebbe condizionato la gestione di attività nel settore turistico-alberghiero: due aziende milanesi tra i beni colpiti

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Milano compare tra le sedi delle aziende raggiunte dai sequestri eseguiti lunedì 28 settembre dalla Guardia di finanza per un valore complessivo superiore ai 4,7 milioni di euro. In città sono finite sotto sequestro una società di capitali, con l'intero patrimonio aziendale, e un'impresa individuale. Le altre misure riguardano Catania, dove sono stati colpiti una seconda società di capitali con i suoi beni e le quote di un'ulteriore impresa.


L'inchiesta Imperium


I sequestri sono stati disposti dalla sezione per l'applicazione delle misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro attraverso due provvedimenti distinti. Il riferimento processuale è il troncone "Imperium" del procedimento "Carthago-Maestrale-Olimpo-Imperium", coordinato dalla Procura di Catanzaro. Le indagini sono state condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo calabrese insieme allo Scico, il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata.


La ricostruzione: intimidazione e controllo sugli alberghi


Secondo l'impostazione accusatoria, gli accertamenti avrebbero delineato l'esistenza di un'organizzazione collegata alla cosca Mancuso di Limbadi-Nicotera, nel Vibonese, che attraverso la propria capacità di intimidazione avrebbe acquisito il controllo di diverse attività commerciali, con una concentrazione particolare nel comparto turistico-alberghiero, arrivando a condizionarne la gestione. Si tratta di misure di prevenzione patrimoniale, uno strumento che non presuppone una condanna e che resta soggetto alle successive fasi di giudizio: le posizioni delle persone coinvolte sono al momento quelle risultanti dall'ipotesi investigativa.


Il meccanismo dei prestanome


Sulla base delle dichiarazioni di più collaboratori di giustizia, gli investigatori hanno ricostruito il metodo con cui quote e cariche societarie venivano attribuite a intestatari fittizi. Il sistema consentiva a soggetti appartenenti alla criminalità organizzata o a essa vicini di restare formalmente estranei alla proprietà delle aziende, sottraendo così quei patrimoni alle iniziative dell'autorità giudiziaria. È lo schema che le misure di prevenzione patrimoniale mirano precisamente a smontare, perché colpiscono i beni indipendentemente da chi risulti titolare sulla carta.


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