Negozi sfitti e acquisti extra UE: il doppio fronte dell’insicurezza per i commercianti milanesi
Nella XIII edizione della Giornata nazionale Confcommercio “Legalità ci piace!” la presentazione dei risultati del sondaggio “Dalla strada alla rete”
La tredicesima edizione della Giornata nazionale Confcommercio “Legalità ci piace!” ha offerto l’occasione per presentare i risultati del sondaggio “Dalla strada alla rete”, condotto da Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza su un campione di 314 imprese e analizzato dal Centro Studi dell’associazione. L’indagine di quest’anno ha ampliato il perimetro di osservazione rispetto alle edizioni precedenti, affiancando al tema tradizionale della sicurezza sul territorio una nuova sezione dedicata agli acquisti online di prodotti provenienti da Paesi extra UE.
I risultati sono stati illustrati in sede milanese alla presenza, tra gli altri, del Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, del generale D.Paolo Compagnone, comandante regionale della Guardia di Finanza in Lombardia, e dell’assessora comunale allo Sviluppo economico Alessia Cappello.
I negozi sfitti come segnale di degrado
Scippi e borseggi restano il fenomeno criminale più segnalato dagli imprenditori milanesi, con il 41% delle risposte. Tuttavia, il dato che registra la variazione più significativa rispetto all’anno precedente riguarda i negozi sfitti: indicati dal 34% degli intervistati come segnale di degrado e fonte di insicurezza, con un incremento del 27% sul 2025. La percezione dei borseggi risulta invece in calo del 4%. Restano presenti, con percentuali minori ma in crescita, le segnalazioni relative allo spaccio di droga (25%, +6%) e alle baby gang (9%, +2%).
Sul totale delle risposte aggregate per tutte le aree territoriali, negozi sfitti (31,8%, +1,6%), spaccio di droga (23,2%, +2,9%) e baby gang (10,2%, +2,3%) sono le uniche tre voci in aumento rispetto al 2025.
Hinterland, Monza Brianza e Lodi: le specificità territoriali
Le dinamiche variano sensibilmente a seconda dell’area geografica. Nell’hinterland milanese i negozi sfitti si confermano tra i fenomeni più segnalati insieme allo spaccio (26%), ma crescono le indicazioni per venditori abusivi (+3%) e scippi (+2%), con punte particolarmente elevate nell’Alto Milanese per i venditori abusivi (+27%) e nel Magnetico e nell’Abbiatense per i borseggi (+24%).
In provincia di Monza Brianza i negozi sfitti dominano con il 49% delle risposte, mentre gli incrementi più consistenti riguardano venditori abusivi (17%, +6%) e baby gang (11%, +7%). La provincia di Lodi presenta invece un quadro più tranquillo: i negozi sfitti sono il fenomeno più indicato (25%), ma tutte le voci registrano una diminuzione rispetto all’anno precedente.
Atti vandalici, furti e truffe: cosa subiscono direttamente gli operatori
Interrogati su quali fenomeni criminali abbiano colpito in prima persona loro o i propri collaboratori, gli imprenditori hanno indicato principalmente atti vandalici (17,8%), furti in esercizi commerciali (15,6%) e truffe (8,6%). Un quadro che rispecchia una vulnerabilità diffusa e quotidiana, non riconducibile ai soli episodi più eclatanti.
Il dazio da 3 euro sui pacchi extra UE: tra fiducia parziale e rischio per le imprese
La seconda parte del sondaggio si concentra su un fronte sempre più rilevante per il commercio al dettaglio: la concorrenza dei prodotti acquistabili online da fornitori extracomunitari a prezzi molto inferiori a quelli di mercato. Il 51% degli imprenditori ha riscontrato online prodotti analoghi a quelli venduti nella propria attività a prezzi “stracciati”. Le conseguenze sono concrete: confusione tra i clienti (63%), riduzione delle vendite (60%) e perdita di clientela (45%). Il 38% degli operatori dichiara di subire la concorrenza di produttori e rivenditori extracomunitari.
Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore il dazio europeo di 3 euro per ogni pacco proveniente da Paesi extra UE con valore inferiore a 150 euro. I dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli fotografano la portata del fenomeno: nel primo trimestre 2026 si contano circa 200mila spedizioni di modico valore al giorno, con una quota di difformità cresciuta dall’8,4% al 9,9%. In altre parole, una spedizione su dieci tra quelle controllate non è regolare, a fronte di controlli doganali già aumentati del 20%. Sul possibile effetto deterrente del nuovo dazio, gli imprenditori si dividono: il 51% ritiene che ridurrà gli acquisti, ma solo per importi minimi; il 45% non si aspetta cambiamenti rilevanti; solo il 4% prevede una riduzione significativa del fenomeno.
L’analisi di Confcommercio: stabilità sul territorio, ma il degrado urbano preoccupa
“Emerge una sostanziale stabilità dei fenomeni in linea con i dati delle forze dell’ordine”, ha commentato Fabio Moroni, consigliere di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza per sicurezza e legalità, sottolineando però come si rafforzi la percezione di insicurezza legata al degrado urbano, di cui i negozi sfitti sono il segnale più evidente. Sul fronte degli acquisti extra UE, Moroni ha evidenziato come il dazio da 3 euro a pacco raccolga una fiducia solo parziale tra gli operatori, pur trattandosi di un fenomeno che “merita attenzione perché, oltre a costituire un danno per le nostre imprese, accresce fortemente il rischio di introdurre prodotti difettati e pericolosi”.