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Niguarda e Politecnico uniti per innovare il sistema sanitario in occasione dei Giochi di Milano-Cortina

Accordo tra Ospedale Niguarda e Politecnico di Milano: modello Hub & Spoke e policlinici temporanei per Milano-Cortina 2026 con riuso post-evento.

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In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, l’Ospedale Niguarda e il Politecnico di Milano avviano una collaborazione tecnico-scientifica per progettare un sistema sanitario innovativo. L’obiettivo è duplice: garantire assistenza efficiente durante l’evento e lasciare un’eredità strutturale e organizzativa al territorio. Cuore del progetto è lo sviluppo di nuovi modelli di integrazione tra ospedale, territorio e ambiente costruito, con soluzioni flessibili e riconvertibili anche dopo la manifestazione sportiva.

OffLab Niguarda: il laboratorio della sanità del futuro

Il percorso si inserisce nelle attività di OffLab Niguarda, centro di ricerca attivo dal 2024 all’interno dell’ospedale milanese. Si tratta di uno spazio dedicato alla sperimentazione applicata, al confronto interdisciplinare e al supporto alle decisioni strategiche in ambito sanitario. Il coordinamento scientifico è affidato a Stefano Capolongo (Dipartimento ABC del Politecnico) e ad Alberto Zoli, direttore generale di Niguarda e Medical Care Manager di Regione Lombardia per le Olimpiadi.

Il modello “Hub & Spoke”: come funzionerà l’assistenza

Per rispondere alle esigenze di atleti e staff è stato adottato un sistema organizzativo “Hub & Spoke”.

  • Hub centrale: l’Ospedale Niguarda, punto di riferimento per le attività ad alta complessità.
  • Spoke olimpici: presidi territoriali strategici a Porta Romana (Villaggio Olimpico), Livigno e Bormio.

Questo assetto consente di distribuire le funzioni sanitarie in modo coordinato, ottimizzare le risorse e ridurre i tempi di intervento, garantendo rapidità ed efficienza.

I policlinici olimpici: strutture modulari e riutilizzabili

A Livigno è stato realizzato un ampliamento modulare prefabbricato di circa 330 mq a supporto della Casa della Sanità esistente. La struttura comprende triage, shock room, ambulatori specialistici e aree di osservazione. Particolare attenzione è stata dedicata all’inserimento paesaggistico, con rivestimenti in legno e soluzioni pensate per smontaggio e riconversione futura. La vicinanza all’elisuperficie consente il rapido trasferimento dei casi più complessi verso Niguarda.

Il presidio valtellinese, invece, si estende su circa 550 mq di moduli prefabbricati temporanei. Ospita area emergenza, ambulatori polispecialistici, diagnostica di base, fisioterapia, odontoiatria e farmacia. Progettato per essere riconfigurato dopo i Giochi, potrà essere trasferito o integrato in altri contesti sociosanitari, anche in situazioni di emergenza.

Nel Villaggio Olimpico di Porta Romana si trova un policlinico temporaneo di circa 640 mq, primo punto di riferimento per atleti e staff. La struttura include area emergenza, otto ambulatori specialistici e servizi diagnostici di base. Anche qui il progetto punta su flessibilità, accessibilità e possibilità di riuso, in continuità con gli altri presidi.

Un’eredità che va oltre i Giochi

Elemento centrale del progetto è la pianificazione del riutilizzo post-evento. Le strutture prefabbricate e le attrezzature saranno integrate nel sistema sanitario regionale, trasformando l’investimento olimpico in patrimonio permanente. L’iniziativa si inserisce nel programma di ricerca “Arcipelago Salute”, orientato a rendere il comparto ospedaliero di Niguarda più efficiente, tecnologico e sostenibile secondo un approccio One Health.

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