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Nuove regole per le case popolari in Lombardia: possibile averne una anche se si possiede un immobile a 40 km di distanza

Cambia il regolamento per l’accesso agli alloggi SAP: polemiche in consiglio regionale Milano – La Lombardia si prepara a modificare in modo sostanziale le regole per l’assegnazione delle case popolari. Una novità significativa è stata discussa e approvata in consiglio regionale: sarà possibile fare domanda per un alloggio pubblico anche se si è già proprietari […]

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Cambia il regolamento per l’accesso agli alloggi SAP: polemiche in consiglio regionale

Milano – La Lombardia si prepara a modificare in modo sostanziale le regole per l’assegnazione delle case popolari. Una novità significativa è stata discussa e approvata in consiglio regionale: sarà possibile fare domanda per un alloggio pubblico anche se si è già proprietari di un immobile, purché situato oltre i 40 chilometri dal comune di residenza richiesto. Una decisione che ha immediatamente scatenato accese critiche politiche.

Da 10 a 40 chilometri: ecco cosa cambia nella legge regionale

La revisione normativa nasce da una proposta della maggioranza, con Fratelli d’Italia e Lega in prima linea. L’idea originaria prevedeva un limite di 10 km, ma martedì è stato approvato un emendamento che alza la soglia a 40 km. A spiegare la ratio è stato Diego Invernici, consigliere regionale di FdI: “Molti proprietari vivono in case isolate o non adeguate, lontane dai servizi essenziali. Escluderli solo per questo sarebbe ingiusto”.

Il contesto: l’effetto delle sentenze sui requisiti per stranieri

Alla base del dibattito c’è una recente sentenza della Corte d’Appello, che ha vietato alla Regione e agli enti gestori di richiedere ai cittadini extracomunitari una certificazione sull’assenza di immobili nei Paesi d’origine. Un documento spesso impossibile da ottenere. Per alcuni esponenti del centrodestra, la norma ha generato una disparità: gli italiani, a differenza degli stranieri, dovevano ancora dimostrare di non possedere immobili per poter accedere agli alloggi SAP.

L’opposizione insorge: “Così si penalizzano i più deboli”

Durissima la reazione dell’opposizione. La consigliera regionale Carmela Rozza (Partito Democratico) ha bollato la riforma come un “imbroglio normativo”: “Avere una casa, ovunque sia, incide sull’ISEE, rendendo spesso impossibile accedere alla graduatoria. Chi ha un’abitazione, anche non abitabile o lontana, risulterà comunque economicamente più ‘ricco’ e sarà escluso. A beneficiarne saranno solo i furbi”.

Case comprate col mutuo e affitti in nero: rischio abusi

Rozza ha sollevato anche il rischio di comportamenti opportunistici: “Chi ha la possibilità, potrebbe acquistare un immobile con un mutuo – che non pesa sull’ISEE – e affittarlo senza dichiarazione, ottenendo al contempo un alloggio pubblico. Un sistema che penalizza chi ha reale necessità, come infermieri, pendolari e famiglie monoreddito”.

Allarme per i tempi di assegnazione: “Rischio paralisi”

Un altro aspetto critico riguarda l’efficienza del sistema. Secondo l’opposizione, l’allargamento dei criteri potrebbe rallentare ulteriormente i tempi di assegnazione, già lunghissimi. “Aumentare i potenziali beneficiari senza adeguare le risorse – ha dichiarato Rozza – significa allungare i tempi e negare la casa a chi ne ha davvero diritto”.

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