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Nuovi sviluppi nel caso Ramy Elgaml: altri due carabinieri indagati per false dichiarazioni e depistaggio

Sale a sette il numero dei carabinieri indagati per la morte di Ramy Elgaml: accuse di falso, falso ideologico e possibile depistaggio.

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L’inchiesta sulla tragica morte di Ramy Elgaml, il diciannovenne del Corvetto deceduto a novembre dopo la caduta dal motorino durante un inseguimento dei carabinieri, si amplia. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati altri due militari del Nucleo Radiomobile, accusati di false informazioni al pubblico ministero e falso ideologico in atto pubblico. Con questi ultimi provvedimenti, i carabinieri coinvolti nell’inchiesta salgono a sette.

Accuse di falso ideologico e dichiarazioni mendaci

Non sono ancora noti i dettagli specifici delle contestazioni, ma secondo gli inquirenti le false informazioni riguarderebbero le dichiarazioni fornite dai militari ai magistrati. Mentre il falso ideologico potrebbe riferirsi al verbale redatto la notte della caduta di Elgaml, documento centrale nelle indagini.

L’accusa più grave: omicidio stradale

Tra i sette indagati, il militare su cui grava l’accusa più pesante è Antonio Lenoci, alla guida dell’auto dei carabinieri durante l’inseguimento. L’accusa: omicidio stradale. Anche Fares Bouzidi, amico di Elgaml alla guida dello scooter, è indagato per lo stesso reato.

Inchiesta parallela sul possibile depistaggio

Parallelamente, la Procura indaga sul presunto depistaggio. Stando alle accuse, i militari coinvolti avrebbero cercato di convincere un testimone a cancellare un video che riprendeva il momento della caduta. Il filmato è considerato rilevante perché potrebbe confermare la presenza di un contatto tra l’auto dei carabinieri e lo scooter, elemento centrale per chiarire le dinamiche dell’incidente.

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