Nuovi vandalismi sulla cupola della Galleria Vittorio Emanuele II: FdI attacca il Comune per l’assenza di controlli
Nuovi graffiti e imbrattamenti hanno colpito la cupola della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, raggiunta ancora una volta dai vandali nonostante si tratti di un punto strutturalmente difficile da raggiungere. L’episodio ha suscitato la reazione del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Francesco Rocca, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione all’assessore competente per fare […]
Nuovi graffiti e imbrattamenti hanno colpito la cupola della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, raggiunta ancora una volta dai vandali nonostante si tratti di un punto strutturalmente difficile da raggiungere. L’episodio ha suscitato la reazione del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Francesco Rocca, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione all’assessore competente per fare chiarezza sull’accaduto e sulle misure di prevenzione adottate dall’amministrazione.
Un monumento simbolo lasciato senza presidio: il precedente del 2023
Rocca ha ricordato come episodi analoghi si siano già verificati nel 2023, quando atti vandalici avevano interessato la cupola e il frontone della Galleria, senza che nel frattempo fossero stati adottati provvedimenti concreti per potenziare la sorveglianza degli accessi. “Sembrerebbe che l’amministrazione comunale non abbia mosso un dito per tutelare uno dei monumenti più iconici di Milano”, ha dichiarato il consigliere, definendo la Galleria “il salotto di Milano” e sottolineando come gli accessi all’edificio risultino tuttora privi di un presidio adeguato.
Tecnologia e sensori: una soluzione già disponibile, ancora inutilizzata
Nel testo della dichiarazione, Rocca ha anche indicato una possibile soluzione tecnologica, sottolineando come sistemi di rilevamento delle presenze e sensori anti-intrusione siano strumenti già disponibili e di facile implementazione. “Basterebbe così poco”, ha affermato, lasciando intendere che l’assenza di interventi non sia riconducibile a ostacoli tecnici o economici, ma a una mancanza di priorità politica nella tutela del patrimonio monumentale cittadino. L’interrogazione presentata chiede all’assessore competente di chiarire quali misure siano state adottate dopo i precedenti episodi e quali interventi siano previsti per evitare il ripetersi di atti analoghi.