Nuovo allarme bomba al Tribunale di Milano, ma nessuna evacuazione
Nuovo allarme bomba al Tribunale di Milano l’11 marzo. Segnalazione al 112 su via Freguglia, ma i controlli escludono la minaccia e non scatta l’evacuazione.
Nuovo allarme bomba al Palazzo di Giustizia di Milano nella mattinata di mercoledì 11 marzo. L’allerta è scattata dopo una telefonata al numero unico di emergenza che segnalava la presunta presenza di un ordigno nella zona dell’edificio affacciata su via Freguglia. A differenza di quanto accaduto pochi giorni fa, questa volta non è stata disposta l’evacuazione del complesso giudiziario. Dopo una prima valutazione della situazione, i responsabili degli uffici giudiziari hanno ritenuto la segnalazione priva di elementi concreti e non attendibile, evitando così l’interruzione delle attività all’interno della struttura.
La decisione degli uffici giudiziari
La scelta di non evacuare il palazzo è arrivata dopo le verifiche preliminari effettuate dalle autorità competenti. Gli accertamenti sono stati avviati immediatamente a seguito della chiamata al 112, ma la valutazione complessiva ha portato a considerare l’allarme come infondato. Il palazzo di giustizia ha quindi proseguito regolarmente le proprie attività, senza la sospensione delle udienze o l’uscita del personale e del pubblico presente negli uffici.
Il precedente di pochi giorni fa
La segnalazione arriva a distanza di pochi giorni da un episodio simile avvenuto venerdì 6 marzo, quando il tribunale era stato invece evacuato. In quell’occasione quattro telefonate avevano segnalato la presenza di un ordigno all’interno dell’edificio, facendo scattare un imponente dispositivo di sicurezza.
Sul posto erano intervenuti agenti della Polizia di Stato, militari dell’Arma dei Carabinieri, squadre dei Vigili del Fuoco e pattuglie della Polizia Locale di Milano, che avevano provveduto a far evacuare l’intera struttura e a controllare tutti gli ambienti.
Controlli conclusi senza alcun riscontro
Le operazioni di verifica di venerdì si erano protratte per diverse ore e si erano concluse nel tardo pomeriggio senza alcuna conferma della presenza di ordigni o situazioni di pericolo. Secondo quanto emerso nelle fasi successive dell’indagine, una delle chiamate che aveva fatto scattare l’allarme sarebbe partita dalla zona di Niguarda. Anche in quel caso, al termine dei controlli, l’allerta era stata classificata come falsa segnalazione.