Nuovo arresto per l’omicidio Boiocchi: arrestato Mauro Nepi per l’agguato all’ex capo ultras dell’Inter
Sarebbe stato lui a consegnare il denaro per l’esecuzione. L’accusa è di concorso in omicidio premeditato
C’è un nuovo sviluppo nell’inchiesta sull’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico ex leader della curva Nord dell’Inter, ucciso a colpi di pistola a Milano il 29 ottobre 2022. La giudice per le indagini preliminari Francesca Ballesi ha disposto la custodia cautelare in carcere per Mauro Nepi, 43 anni, ritenuto dagli inquirenti parte integrante del piano criminale che portò all’agguato.
L’accusa: concorso in omicidio premeditato
Nepi, già noto alle cronache giudiziarie e condannato a quattro anni e mezzo nel processo “Doppia Curva” con rito abbreviato, è ora accusato di concorso in omicidio premeditato. Secondo la ricostruzione della Procura di Milano, avrebbe avuto un ruolo operativo fondamentale nella fase preparatoria del delitto, agendo come anello di collegamento tra il mandante e gli esecutori materiali.
Al centro delle nuove accuse c’è la consegna di una somma di 50mila euro, il prezzo dell’omicidio. Per gli investigatori sarebbe stato proprio Nepi a far arrivare il denaro destinato all’esecuzione materiale dell’agguato. I soldi, secondo l’impianto accusatorio, sarebbero stati consegnati a Marco Ferdico tramite Daniel “Bellebuono” D’Alessandro, figura ritenuta cruciale nella fase esecutiva.
Gli altri imputati già a processo
Per l’omicidio di Boiocchi sono già cinque le persone rinviate a giudizio davanti alla Corte d’Assise di Milano. Tra queste spiccano Andrea Beretta e Marco Ferdico, entrambi ex vertici della curva Nord. Beretta, già detenuto per un altro omicidio avvenuto nel settembre 2024 a Cernusco sul Naviglio, ha scelto di collaborare con la giustizia, confessando di essere stato il mandante dell’assassinio dell’ex capo ultras.
È stato proprio Beretta a ricostruire nei dettagli la genesi del delitto, spiegando che l’ordine di uccidere Boiocchi era stato affidato a Ferdico, il quale avrebbe poi coinvolto il suocero e Daniel D’Alessandro come esecutori materiali. Un racconto che ha aperto nuovi fronti investigativi e che ha portato ora all’arresto di Nepi, inizialmente indagato a piede libero.