Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Olimpiadi Milano-Cortina 2026: presentato il Piano di emergenza medica per atleti e spettatori

Un sistema di soccorso medico ad hoc per le Olimpiadi 2026 Milano – In vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, è stato presentato il piano di emergenza medica. Si tratta di un progetto ambizioso che coinvolgerà numerose strutture sanitarie, ospedali, mezzi di soccorso e una rete di professionisti per garantire l’assistenza sanitaria a tutti i partecipanti […]

Di –

Un sistema di soccorso medico ad hoc per le Olimpiadi 2026

Milano – In vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, è stato presentato il piano di emergenza medica. Si tratta di un progetto ambizioso che coinvolgerà numerose strutture sanitarie, ospedali, mezzi di soccorso e una rete di professionisti per garantire l’assistenza sanitaria a tutti i partecipanti e spettatori. Il cuore delle operazioni di soccorso sarà l’ospedale Niguarda di Milano, che ospiterà un pronto soccorso dedicato agli atleti e al loro entourage.

Le risorse sanitarie in campo per le Olimpiadi 2026

Il piano sanitario prevede un’integrazione di risorse tra Milano e Sondalo, con l’ospedale Niguarda e la struttura montana di Sondalo che fungeranno da principali punti di riferimento. A supporto ci saranno tre policlinici e 18 stazioni mediche dislocate in tutto il territorio olimpico. Insieme a 15 mezzi di soccorso di base, tre elicotteri, e un team di 70 medici, 90 infermieri e 230 soccorritori. Inoltre, 70 “controllori” garantiranno il coordinamento delle attività.

Una sanità pubblica per le Olimpiadi

Il piano, presentato da Alberto Zoli, medical care manager di Lombardia Giochi Olimpici Invernali Mico 2026, sottolinea che l’intero sistema di soccorso sarà gestito tramite il servizio sanitario pubblico, un aspetto distintivo rispetto ad altre edizioni delle Olimpiadi, dove spesso si ricorre anche a risorse private. Zoli ha puntualizzato che, sebbene si possa ricorrere a liberi professionisti, la maggior parte dei medici coinvolti sarà proveniente dal sistema pubblico.

Un sistema di soccorso per atleti e spettatori

L’organizzazione del soccorso è strutturata per garantire un’assistenza tempestiva ed efficace in caso di incidente o malore. Gli atleti e il loro entourage saranno assistiti in modo diffuso, con l’aiuto di medical station nei luoghi di gara e policlinici dedicati a Milano, Livigno e Bormio. In caso di necessità, l’assistenza avverrà prima sul luogo dell’incidente, poi presso la stazione medica e successivamente trasferita ai policlinici, fino all’ospedale olimpico.

Villaggi Olimpici diffusi e strutture sanitarie avanzate

Un aspetto innovativo delle Olimpiadi 2026 è l’introduzione dei villaggi olimpici diffusi, con perimetri chiusi e controllati a Milano, a differenza di Bormio e Livigno, dove i villaggi saranno più aperti e distribuiti sul territorio. I policlinici olimpici di Milano, Bormio e Livigno offriranno una vasta gamma di servizi, tra cui odontoiatria, oculistica, fisioterapia e diagnostica avanzata come TAC e risonanza magnetica.

L’Ospedale Olimpico: Niguarda e Sondalo in primo piano

L’ospedale olimpico sarà ubicato principalmente al Niguarda di Milano, con una seconda sede a Sondalo. Qui verrà creato un reparto olimpico di degenza ordinaria, con una dozzina di letti, che sarà lasciato come legacy a seguito delle Olimpiadi. All’interno dell’ospedale, verrà allestita una centrale operativa olimpica, che coordinerà le operazioni di soccorso tramite telemedicina per consulenze a distanza, un modello che rappresenta una novità per le grandi manifestazioni sportive.

Il Pronto Soccorso Olimpico di Niguarda

Un’importante novità è l’ampliamento e la riorganizzazione del pronto soccorso di Niguarda, uno dei più importanti ospedali di Milano, che riceve ogni anno oltre 100.000 accessi. L’ospedale sarà riorganizzato per garantire accessi esclusivi agli atleti e alle loro famiglie, senza compromettere i servizi destinati alla cittadinanza.

Condividi questo articolo

Altre notizie