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Olimpiadi volano per Milano: Pil +1,7% e 2,5 miliardi di euro dai Giochi, ma calano gli investimenti esteri

Rapporto “Your Next Milano”: nel 2026 Pil +1,7% e 2,5 miliardi dai Giochi. Turismo record, ma calano investimenti esteri e attrattività talenti.

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Milano si avvicina al 2026 con prospettive di crescita rafforzate anche dall’impatto delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Secondo il rapporto “Your Next Milano”, presentato alla Triennale di Milano e realizzato da Assolombarda insieme a Milano & Partners, il Pil cittadino è stimato in crescita dell’1,7% nel 2026.

L’evento olimpico genererà sul territorio milanese una produzione complessiva di circa 2,5 miliardi di euro, pari a oltre un miliardo di valore aggiunto. Un’accelerazione che si innesta su un tessuto economico già trainato da industria e servizi, ma che dovrà dimostrare di sapersi trasformare in sviluppo strutturale.

Turismo da record e università sempre più internazionali

Sul fronte turistico, Milano tocca nuovi massimi storici: nel 2025 sono stimati 8,7 milioni di arrivi, in crescita di oltre il 9% rispetto al periodo pre-pandemico. A spingere è soprattutto la componente internazionale, che supera i 5 milioni di visitatori, mentre il turismo domestico resta ancora sotto i livelli del 2019.

Anche le università confermano la vocazione globale della città. Nell’anno accademico 2024/2025 gli iscritti sono circa 236mila. Cresce la presenza di studenti stranieri, arrivati a quota 20mila, mentre cala leggermente quella italiana per il secondo anno consecutivo. Un dato che rafforza il profilo internazionale degli atenei, ma apre interrogativi su costi abitativi, qualità della vita e capacità di trattenere giovani talenti dal resto del Paese.

Milano 24ª al mondo, ma fatica su innovazione e capitale umano

L’analisi incrocia 33 ranking globali e colloca Milano al 24° posto su 568 aree urbane per risonanza internazionale complessiva. La città si distingue come meta per eventi e turismo e come snodo nelle reti globali del business. Restano però criticità strutturali: Milano arretra nelle classifiche dedicate alla competitività dei talenti e alla capacità di innovazione, dove si posiziona nelle retrovie rispetto alle principali città benchmark europee. È qui che si gioca la partita decisiva per il salto di qualità.

Investimenti esteri in calo, ma Milano limita le perdite

Nel 2025 il capoluogo lombardo registra 47 nuovi progetti di investimento estero, in diminuzione rispetto all’anno precedente. La flessione è significativa, ma meno marcata rispetto ad altre grandi città europee. Gli investimenti si concentrano soprattutto nel terziario innovativo: servizi finanziari, consulenza alle imprese, software, IT e comunicazioni. Tiene anche il comparto dei macchinari. Sul fronte immobiliare commerciale, Milano totalizza 3,2 miliardi di euro di investimenti, con oltre la metà dei capitali provenienti dall’estero.

2025 in rallentamento, svolta attesa nel 2026

Il 2025 segna una crescita più moderata del Pil (+0,7%), con industria e servizi sotto le attese e una lieve contrazione delle costruzioni. Il 2026 dovrebbe però rappresentare il punto di svolta, grazie alla ripresa produttiva e all’effetto diretto e indiretto dei Giochi. Il budget complessivo dell’evento olimpico supera i 9 miliardi di euro. Tra spesa diretta di visitatori, atleti e delegazioni e impatti indiretti, Milano beneficerà di circa 2,5 miliardi di produzione aggiuntiva, con un contributo stimato di 0,4 punti percentuali di Pil.

I settori più coinvolti saranno ospitalità, costruzioni, trasporti e terziario avanzato, con ricadute anche su commercio, metallurgia e ICT. Le trasformazioni urbane legate a Scalo Romana e Santa Giulia puntano inoltre a riequilibrare lo sviluppo verso il quadrante sud della città.

La sfida dopo i Giochi: trasformare l’evento in crescita stabile

Secondo Alvise Biffi, i grandi eventi rafforzano la visibilità internazionale di Milano, ma la città deve valorizzare maggiormente la propria identità produttiva e industriale. Per oltre il 60% delle imprese coinvolte nell’indagine, il vero banco di prova sarà il triennio successivo alle Olimpiadi: consolidare infrastrutture, competenze organizzative e reputazione globale.

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