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Oltre 62mila nuovi casi oncologici l’anno in Lombardia: la Regione riorganizza la rete di prossimità e porta le cure nelle Case di comunità

Due delibere aggiornano il funzionamento della ROL e nominano la nuova governance. Bertolaso: "La presa in carico non finisce con le cure ospedaliere"

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Oltre 62mila nuove diagnosi oncologiche ogni anno. È la media registrata in Lombardia nel triennio 2018-2020, e spiega perché la Giunta regionale abbia deciso di rimettere mano all’organizzazione delle cure. Su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso sono stati approvati due provvedimenti che aggiornano il funzionamento della Rete oncologica lombarda e tracciano le linee di indirizzo per i percorsi di oncologia territoriale, superando il piano precedente.


I documenti individuano un nuovo assetto di governance articolato su due livelli. L’organismo di coordinamento, presieduto dalla direzione Welfare regionale e con mandato triennale, riunisce professionisti e rappresentanti delle discipline coinvolte nella presa in carico dei pazienti oncologici. Al suo interno operano commissioni tecniche tematiche, anch’esse rinnovate e con la stessa durata.


Gli ambulatori infermieristici come nodo del sistema


L’elemento che caratterizza la riorganizzazione riguarda il ruolo assegnato alle strutture territoriali. Le Asst sono chiamate ad attivare percorsi oncologici di prossimità, e all’interno di questo disegno gli ambulatori infermieristici delle Case di comunità diventano snodi operativi: seguono il monitoraggio clinico dei pazienti cronici, sostengono l’aderenza alle terapie, curano l’educazione sanitaria e mantengono il collegamento con i centri oncologici di riferimento.


Bertolaso: “Continuità, monitoraggio e supporto sul territorio”


Per l’assessore al Welfare il provvedimento rafforza il collegamento tra centri di eccellenza, specialisti e professionisti che seguono il paziente lungo tutto il percorso, dalla diagnosi alle fasi successive. Le Case di comunità, osserva Bertolaso, devono consentire a chi affronta una malattia oncologica di contare su un’assistenza disponibile anche vicino al proprio domicilio, in raccordo con l’ospedale. La presa in carico, sottolinea, non si esaurisce con il trattamento ospedaliero.


Standard uniformi tra le aziende sanitarie


Le linee di indirizzo mirano a ridurre le differenze operative tra le diverse realtà aziendali, introducendo modelli coerenti sul territorio regionale. La finalità dichiarata è garantire che il paziente acceda tempestivamente a percorsi diagnostici, terapeutici, riabilitativi, assistenziali e palliativi allineati alle evidenze scientifiche disponibili e agli standard nazionali, tenendo conto anche delle condizioni sociali e personali sue e di chi lo assiste.


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