Oltre cinquemila aziende nate in Lombardia grazie al bando Nuova Impresa: Regione lo rifinanzia con 3,8 milioni
Contributo a fondo perduto fino a 10mila euro per chi avvia un'attività, con una spesa minima di tremila. Lo sportello, aperto a fine aprile, ha già raccolto 1.244 domande
Regione Lombardia rifinanzia con altri 3,8 milioni di euro il bando "Nuova Impresa", lo strumento che tra il 2021 e il 2025 ha accompagnato la nascita di 5.376 aziende sul territorio. La delibera, approvata dalla Giunta su proposta dell'assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, porta a 11,8 milioni la dotazione complessiva per il 2026.
Nei cinque anni precedenti la misura ha impiegato oltre 37 milioni di euro di risorse regionali. L'indicatore con cui l'amministrazione ne misura il rendimento è l'effetto leva: 86,8 milioni di investimenti complessivamente attivati, poco più del doppio del denaro pubblico messo in campo, somma tra il contributo regionale e la quota versata da ciascun beneficiario.
Milleduecento domande in cinque mesi
Il motivo dell'integrazione sta nell'affluenza. Dall'apertura dello sportello, a fine aprile, sono arrivate 1.244 richieste. La dotazione iniziale era di 8 milioni, e considerando il contributo medio erogato negli anni scorsi, poco meno di 7mila euro a impresa, avrebbe coperto circa 1.140 pratiche: un centinaio in meno di quelle già presentate. Con i 3,8 milioni aggiuntivi la disponibilità sale a 11,8 milioni, sufficienti a finanziare tutte le domande arrivate finora e a lasciare margine per quelle che arriveranno.
Chi può presentare domanda
Il contributo è a fondo perduto, copre fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile e non può superare i 10mila euro. La soglia di accesso è un investimento di almeno 3.000 euro. Possono presentare domanda chi avvia una piccola o media impresa e chi sceglie l'autoimprenditorialità, compreso il lavoro autonomo con partita Iva. Tra gli ammessi figurano anche i professionisti iscritti agli ordini titolari di partita Iva individuale e non iscritti al Registro delle imprese, categoria che di norma resta fuori da questo tipo di strumenti. La gestione operativa è affidata a Unioncamere Lombardia, sulla base di un accordo di collaborazione con la Regione.
Focus sul punto cieco del credito
"Nuova Impresa" è tra i primi provvedimenti firmati da Guidesi all'inizio del mandato e agisce su una fase precisa: quella in cui un'attività deve già sostenere spese ma non ha ancora né ricavi né uno storico bancario da presentare. È la finestra in cui il credito ordinario è più difficile da ottenere, perché l'istituto non dispone di elementi su cui valutare il rischio. Settemila euro non reggono un piano industriale, ma coprono l'arredo di un negozio, un primo stock di magazzino o le attrezzature di uno studio professionale: le spese che decidono se l'attività apre davvero.