Omicidio a NoLo, l’interprete Roberto Guerrino trovato morto in casa: la pista sulle app di incontri e una statuetta di Buddha come possibile arma
Roberto Pietro Guerrino, interprete di conferenza sessantenne di fama internazionale, è stato trovato morto sabato 13 giugno nel suo appartamento di via Nino Oxilia 11, nel quartiere milanese di NoLo. Il corpo, disteso in soggiorno con ferite alla testa e al volto, era seminudo. La porta era chiusa a chiave dall’interno e nessun mazzo di […]
Roberto Pietro Guerrino, interprete di conferenza sessantenne di fama internazionale, è stato trovato morto sabato 13 giugno nel suo appartamento di via Nino Oxilia 11, nel quartiere milanese di NoLo. Il corpo, disteso in soggiorno con ferite alla testa e al volto, era seminudo. La porta era chiusa a chiave dall’interno e nessun mazzo di chiavi è stato trovato nell’appartamento. Indagano i carabinieri della Compagnia Duomo e del Nucleo investigativo Omicidi, coordinati dal pm Carlo Scalas e guidati dal colonnello Antonio Coppola e dal tenente colonnello Fabio Rufino.
Come è stato scoperto il corpo: l’allarme dell’ex compagno da Genova
A dare l’allarme è stato l’ex compagno di Guerrino, residente a Genova, con cui l’interprete manteneva rapporti stretti nonostante la fine della relazione. Non ricevendo più risposte ai messaggi – le ultime comunicazioni risalgono alla serata di venerdì – ha chiesto a una nipote milanese di recarsi sul posto. Nessuno ha risposto al citofono. Poco dopo le 15 di sabato è partita la chiamata al 112. I vigili del fuoco sono entrati con le chiavi lasciate da Guerrino a una vicina di casa e hanno trovato il corpo in soggiorno. Secondo le prime ricostruzioni, il delitto si sarebbe consumato tra la tarda serata di venerdì e la notte di sabato. Attorno alle 21.30 di venerdì, Guerrino era ancora vivo: era stato visto davanti alla vetrina di un negozio di fiori in piazza Morbegno.
La pista dell’appuntamento tramite app
Il sessantenne indossava soltanto una guêpière, calze a rete e scarpe con il tacco. Un dettaglio che ha orientato fin da subito le indagini verso un incontro privato concordato online. Guerrino utilizzava applicazioni di incontri, tra cui Romeo, e secondo le ricostruzioni finora emerse avrebbe potuto ricevere in casa un uomo conosciuto tramite app nella serata di venerdì. Gli inquirenti stanno analizzando le chat presenti sui dispositivi, sebbene cellulare, computer e portafogli risultino spariti dall’appartamento.
La sottrazione dei dispositivi apre una duplice lettura: potrebbero contenere elementi decisivi per ricostruire gli ultimi contatti della vittima, oppure essere stati portati via deliberatamente per cancellare tracce e rallentare le indagini. L’ipotesi della rapina degenerata in violenza resta sul tavolo, ma non esclude scenari più complessi: un incontro, una richiesta di pagamento respinta, una lite improvvisa.
La possibile arma del delitto: le statuette di Buddha sotto esame
Tra gli elementi emersi nelle ore successive al ritrovamento, gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su alcune statuette raffiguranti il Buddha, che Guerrino aveva sistemato sulle mensole dopo essersi avvicinato negli anni alla fede buddhista. Almeno una di queste risulta sporca di sangue. L’ipotesi è che l’assassino possa aver afferrato uno di quegli oggetti per colpire la vittima più volte alla testa e al volto. Gli accertamenti tecnici verificheranno se forma, peso e superficie siano compatibili con le lesioni riscontrate sul corpo, e se siano presenti impronte digitali o altre tracce utili.
Il precedente del 2023: rapine dopo incontri su app nello stesso appartamento
Un episodio del passato torna oggi sotto la lente degli investigatori. A fine febbraio 2023, nello stesso appartamento di via Oxilia, Guerrino aveva ricevuto un uomo conosciuto tramite Grindr. L’incontro era degenerato: l’ospite aveva chiesto denaro per la prestazione e, di fronte al rifiuto, aveva minacciato la vittima sottraendole prima 25 euro e poi altri 250 trovati nel portafogli. Il 12 marzo successivo, lo stesso aggressore era riuscito a tornare nell’appartamento con un complice, malmenando Guerrino e costringendolo a prelevare contanti al bancomat. L’interprete era riuscito ad attirare l’attenzione di alcuni passanti mettendo in fuga gli aggressori. Era stato poi accompagnato al centro antiviolenza della clinica Mangiagalli e dimesso dal Policlinico con sette giorni di prognosi.
Una foto scattata da Guerrino durante il parapiglia aveva permesso ai carabinieri di identificare il presunto aggressore, un venticinquenne egiziano, tramite il sistema di riconoscimento facciale C-Robot. Il nome era finito in un’informativa in Procura con le accuse di rapina e lesioni. Quel fascicolo viene ora riletto per verificare se l’omicidio si sia sviluppato in un contesto analogo.
Chi era Roberto Guerrino: dalla carriera internazionale alla comunità di NoLo
Originario di Genova ma residente a Milano, Guerrino era un interprete di conferenza di alto profilo, membro dell’AIIC dal 2008, con una formazione che includeva la laurea in Lingue allo IULM con 110 e lode, una specializzazione alla New York University e un Master di II livello all’Università di Tor Vergata. Nel corso della carriera aveva affiancato personalità come re Carlo d’Inghilterra, il presidente Bill Clinton, Kerry Kennedy e i presidenti della Repubblica italiana Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella. Aveva insegnato interpretazione simultanea e consecutiva in diversi atenei italiani e contribuito al dibattito specialistico sulla teoria della professione.
“Roberto era una figura di grande cultura e prestigio professionale, parte di quella Milano colta e cosmopolita che rende questa città quello che è”, ha dichiarato Michele Albiani, consigliere comunale Pd e presidente della Commissione Sicurezza, aggiungendo che se le indagini dovessero confermare il coinvolgimento di piattaforme digitali di incontri, sarà necessaria una riflessione istituzionale sulla loro collaborazione con le forze dell’ordine.