Omicidio Carol Maltesi: la Cassazione annulla ergastolo per l’ex fidanzato Davide Dontana
La Cassazione rileva “deficit di motivazione” sulla premeditazione nel processo d’appello per Davide Fontana, ex fidanzato di Carol Maltesi.
La Corte di Cassazione ha spiegato le motivazioni che hanno portato all’annullamento della condanna all’ergastolo inflitta a Davide Fontana, l’ex bancario 46enne accusato dell’omicidio della ex fidanzata Carol Maltesi, uccisa l’11 gennaio 2022 nell’abitazione di Rescaldina. Secondo i giudici supremi, le sentenze di appello presentavano “evidenti deficit” nel trattamento dell’aggravante della premeditazione, ritenuta centrale nel definire la gravità del delitto.
Errori nella motivazione dell’aggravante
La Cassazione ha evidenziato una serie di “errori logici e argomentativi” nella Corte d’Assise d’appello, che nel secondo grado “bis” aveva confermato l’ergastolo ma non aveva motivato correttamente l’aggravante della premeditazione. In particolare, non è stata valutata in maniera esaustiva la condotta di Fontana dopo il delitto, come richiesto dal primo grado di giudizio.
La dinamica del delitto
Carol Maltesi fu uccisa a martellate e sgozzata. Fontana, secondo quanto ricostruito, fece a pezzi il corpo, conservando i resti in un congelatore per oltre due mesi. Non riuscendo a distruggerli, li abbandonò poi in sacchi neri in una discarica nel Bresciano, dove furono ritrovati da un passante.
Nuovo appello “ter”
Ora si tornerà in Corte d’Assise per un appello “ter”, limitatamente all’aggravante della premeditazione. Una nuova sezione della Corte di Milano dovrà esaminare la questione con “piena libertà di giudizio”, applicando correttamente i principi stabiliti dalla Cassazione. Il processo riprenderà concentrandosi esclusivamente su questo aspetto cruciale della vicenda giudiziaria.