Omicidio dell’ultrà Boiocchi: presunto killer si avvale della facoltà di non rispondere
Milano – Daniel D’Alessandro, noto come ‘Bellebuono’ e ritenuto esecutore materiale dell’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà dell’Inter, ha scelto di non rispondere alle domande dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Milano. L’interrogatorio, previsto per lunedì 9 giugno, è stato quindi annullato su richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Daniele Barelli L’omicidio e […]
Milano – Daniel D’Alessandro, noto come ‘Bellebuono’ e ritenuto esecutore materiale dell’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà dell’Inter, ha scelto di non rispondere alle domande dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Milano. L’interrogatorio, previsto per lunedì 9 giugno, è stato quindi annullato su richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Daniele Barelli
L’omicidio e le indagini
Boiocchi fu ucciso il 29 ottobre 2022 con colpi di pistola sotto la propria abitazione a Milano, in un caso rimasto irrisolto per mesi fino a quando la Dda ha riaperto le indagini sulle dinamiche interne alle curve di San Siro. Secondo l’accusa, D’Alessandro sarebbe stato colui che materialmente ha sparato i cinque colpi, di cui due andati a segno, su mandato di altri protagonisti della faida tra gli ultrà nerazzurri.
Nuove confessioni e sviluppi
L’indagine si è recentemente arricchita delle confessioni di altri coinvolti. Si tratta di Pietro Andrea Simoncini, ritenuto autista dello scooter usato per l’agguato, e Marco Ferdico, esponente di spicco della curva, entrambi in carcere dall’operazione di settembre che ha colpito diversi ultrà. Potrebbero presto essere interrogati anche altri arrestati, tra cui Gianfranco Ferdico e Cristian Ferrario, quest’ultimo indicato come il proprietario del motorino utilizzato nell’attentato.
Prossimi passi della Procura
Terminata la fase degli interrogatori, nella quale la maggior parte degli arrestati ha scelto di avvalersi del silenzio, i pm della Dda Paolo Storari e Sara Ombra valuteranno la richiesta di processo con rito immediato. L’omicidio, secondo gli inquirenti, si inserisce in una “guerra” di tipo mafioso per il controllo di attività illecite legate al merchandising e altri affari nelle curve milanesi.