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Omicidio dell’ultrà Boiocchi: uno degli esecutori confessa

Milano, svolta nelle indagini dopo la confessione di Simoncini Milano – Pietro Andrea Simoncini, uno dei presunti esecutori materiali dell’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà interista ucciso a colpi di pistola il 29 ottobre 2022 sotto la sua abitazione a Milano, ha deciso di rompere il silenzio. Durante l’interrogatorio con il pm Paolo Storari, […]

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Milano, svolta nelle indagini dopo la confessione di Simoncini

Milano – Pietro Andrea Simoncini, uno dei presunti esecutori materiali dell’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà interista ucciso a colpi di pistola il 29 ottobre 2022 sotto la sua abitazione a Milano, ha deciso di rompere il silenzio. Durante l’interrogatorio con il pm Paolo Storari, assistito dall’avvocato Mirko Perlino, Simoncini ha confessato, confermando le accuse precedentemente avanzate da Andrea Beretta, ex leader della curva Nord e collaboratore di giustizia.

Il ruolo di Andrea Beretta e le motivazioni dell’omicidio

Beretta, che ha ammesso di essere il mandante dell’omicidio, aveva indicato come movente il controllo del business legato al merchandising e ad altre attività illecite. Le sue dichiarazioni, contenute nei verbali investigativi, hanno aperto una nuova fase nelle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Milano e dalla Dda milanese, nel quadro di una maxi inchiesta sulle dinamiche criminali nelle curve di San Siro.

Dettagli della ricostruzione e altri indagati

Simoncini, con legami accertati con la ‘ndrangheta, ha dichiarato di essere stato alla guida dello scooter durante l’agguato, mentre l’omicidio sarebbe stato compiuto da Daniel D’Alessandro, soprannominato “Bellebuono”, arrestato in Bulgaria e poi estradato in Italia. D’Alessandro, interrogato il 12 maggio, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Anche gli altri arrestati, tra cui Marco Ferdico, ex membro del direttivo della curva Nord, il padre Gianfranco Ferdico, e Cristian Ferrario, che aveva intestato lo scooter utilizzato per l’agguato, hanno preferito non rispondere alle domande della magistratura.

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