Omicidio di Garlasco: PG di Milano parzialmente positivo alla semilibertà per Stasi
Milano – Nuove sviluppi nel caso di Stasi, l’uomo condannato a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Durante un’udienza tenutasi il 9 aprile davanti ai giudici Federica Gentile e Maria Paola Caffarena, affiancati da due esperti, è stato espresso un parere parzialmente positivo in merito alla richiesta di […]
Milano – Nuove sviluppi nel caso di Stasi, l’uomo condannato a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Durante un’udienza tenutasi il 9 aprile davanti ai giudici Federica Gentile e Maria Paola Caffarena, affiancati da due esperti, è stato espresso un parere parzialmente positivo in merito alla richiesta di semilibertà per il 41enne, che attualmente sta scontando la sua pena nel carcere milanese di Bollate.
Il parere parzialmente positivo della PG di Milano
L’udienza si è svolta in un clima di riservatezza, con la difesa di Stasi rappresentata dall’avvocato Gasperini, che ha sostituito la collega Giada Bocellari, impegnata in un altro caso a Pavia. Il legale ha riferito che, pur non entrando nel merito dei dettagli confidenziali emersi durante l’udienza a porte chiuse, la PG (Procura Generale) ha rilasciato un parere positivo ma parziale riguardo alla semilibertà di Stasi. Questo passo arriva dopo che nelle scorse ore sono stati resi noti alcuni rapporti favorevoli riguardo al comportamento del detenuto, stilati da operatori ed educatori del carcere di Bollate, che hanno sottolineato i progressi fatti durante il suo percorso di pena.
La richiesta di semilibertà
Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 per l’omicidio di Chiara Poggi, è in carcere dal 2015, e nel 2023 gli è stata concessa la possibilità di lavoro esterno come contabile in un’azienda, uscendo dal carcere per svolgere la sua attività professionale. La sua difesa ha chiesto oggi l’estensione di questa misura, puntando alla semilibertà, che permetterebbe a Stasi di trascorrere l’intera giornata fuori dal carcere, ritornando in cella solamente la sera.
La Procura generale ha preso in considerazione non solo i documenti e le valutazioni provenienti dal carcere, ma anche le recenti dichiarazioni di Stasi, in cui ribadisce la sua innocenza, facendo riferimento alle nuove indagini su un altro caso. La semilibertà non richiede necessariamente un segno di ravvedimento da parte del detenuto, e Stasi, che ha già scontato dieci anni di pena, si avvicina sempre di più alla possibilità di affidamento in prova. Questo tipo di misura potrebbe essere richiesto non appena il condannato ha meno di quattro anni di pena residua.
Tempistiche e possibili sviluppi futuri
Stasi, attualmente con quattro anni e pochi mesi da scontare, potrebbe beneficiare dell’affidamento in prova per lavori socialmente utili, con la possibilità di evitare il carcere e completare la pena in un contesto alternativo. Con la liberazione anticipata, che prevede uno sconto di pena di 45 giorni ogni sei mesi, Stasi potrebbe concludere la sua pena tra il 2028 e il 2029.