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Omicidio di Garlasco: Tribunale di Sorveglianza di Milano concede la semilibertà ad Alberto Stasi

La decisione arriva dopo l’udienza del 9 aprile e la richiesta di rigetto della Procura generale Milano – Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco, ha ottenuto la semilibertà. La decisione è stata presa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha accolto la richiesta della […]

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La decisione arriva dopo l’udienza del 9 aprile e la richiesta di rigetto della Procura generale

Milano – Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco, ha ottenuto la semilibertà. La decisione è stata presa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha accolto la richiesta della difesa nonostante le obiezioni della Procura Generale. La semilibertà consentirà a Stasi di trascorrere parte della giornata fuori dal carcere per motivi di lavoro e reinserimento sociale, ma dovrà far ritorno ogni sera al carcere di Bollate.

Le obiezioni della Procura Generale e la risposta del Tribunale

Durante l’udienza del 9 aprile, la Procura Generale di Milano, rappresentata dalla sostituta PG Valeria Marino, aveva chiesto il rigetto della misura di semilibertà. In subordine, aveva richiesto un rinvio del procedimento per esaminare le circostanze legate all’intervista che Stasi aveva rilasciato durante un permesso premio il 30 marzo, senza l’autorizzazione del magistrato di Sorveglianza. Tuttavia, nonostante l’assenza di un ravvedimento significativo da parte di Stasi, i giudici hanno deciso di concedere la semilibertà, accogliendo la richiesta della difesa.

Il 41enne, che già da tempo lavora fuori dal carcere, si avvicina sempre di più al termine della sua condanna, prevista per il 2028 grazie agli sconti di pena. Questo nuovo sviluppo si inserisce nel più ampio contesto delle sue prospettive future, mentre si mantiene il focus sull’indagine in corso relativa ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, indagato per l’omicidio in concorso di Chiara Poggi.

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