Omicidio di Parabiago: avviato il processo per Adilma Pereira Carneiro e altri 7 imputati
Milano – Ha preso il via questa mattina presso la Corte d’Assise di Varese, presieduta dal giudice Giuseppe Fazio, il processo per l’omicidio di Fabio Ravasio, avvenuto il 9 agosto scorso a Parabiago (Milano). Tra gli imputati figura Adilma Pereira Carneiro, 49 anni, accusata di aver orchestrato il delitto del compagno, morto dopo essere stato […]
Milano – Ha preso il via questa mattina presso la Corte d’Assise di Varese, presieduta dal giudice Giuseppe Fazio, il processo per l’omicidio di Fabio Ravasio, avvenuto il 9 agosto scorso a Parabiago (Milano). Tra gli imputati figura Adilma Pereira Carneiro, 49 anni, accusata di aver orchestrato il delitto del compagno, morto dopo essere stato travolto da un’auto mentre era in bicicletta. L’auto, una Opel appartenente alla stessa Pereira Carneiro, è stata successivamente identificata come il veicolo coinvolto nella fuga.
Gli altri coinvolti
Oltre alla principale imputata, sono a processo altre sette persone:
- Igor Benedito, figlio di Adilma, ritenuto l’autista del veicolo. Secondo gli inquirenti, avrebbe indossato una parrucca per non essere riconosciuto.
- Marcello Trifone, marito della donna, che si trovava sull’auto durante l’investimento.
- Fabio Oliva, un meccanico e presunto amante di Adilma.
- Massimo Ferretti, barista, e Fabio Lavezzo, fidanzato della figlia di Adilma, accusati di aver fatto da pali durante il finto incidente.
- Mirko Piazza e Mohamed Daibi, che secondo l’accusa hanno contribuito alla messa in scena. In particolare, Daibi avrebbe simulato un malore per rallentare il traffico e consentire la fuga dell’auto.
Le parti civili e la difesa della vittima
La Corte ha ammesso come parti civili Annamaria Trentarossi e Mario Ravasio, genitori della vittima, rappresentati dagli avvocati Barbara D’Ottavio, Francesco Arnone, e dal professor Francesco Camilletti. Anche il cugino di Fabio, Giuseppe Ravasio, è stato riconosciuto come parte civile contro tutti gli imputati.
Il delitto e la presunta pianificazione
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’omicidio sarebbe stato accuratamente pianificato. La messa in scena prevedeva un finto incidente stradale, con azioni coordinate da tutti gli imputati per simulare un evento accidentale. La vittima, Fabio Ravasio, sarebbe stata deliberatamente investita per porre fine alla sua vita.