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Omicidio di Rogoredo, Cinturrino si avvale della facoltà di non rispondere: "Interrogatorio nullo"

L'ex poliziotto accusato di aver ucciso Abderrahim Mansouri contesta la richiesta del pm: la difesa punta a far slittare i tempi oltre la scadenza per il processo immediato

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Carmelo Cinturrino, l'ex assistente capo di polizia destituito e accusato dell'omicidio premeditato di Abderrahim Mansouri, ucciso lo scorso 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo durante un controllo antispaccio, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pubblico ministero di Milano Giovanni Tarzia. L'ex agente del commissariato Mecenate ha così scelto di non replicare alle domande sulla nuova contestazione a suo carico.


Nel corso dell'interrogatorio, il pm Tarzia ha formalmente contestato a Cinturrino l'aggravante della premeditazione, elemento che l'accusa non aveva inizialmente sostenuto davanti all'allora giudice per le indagini preliminari Domenico Santoro. Una modifica del quadro accusatorio che ha spinto la difesa a intervenire con una strategia processuale mirata a bloccare l'atto.


La difesa: "Non rientra nella massima urgenza"


I legali dell'ex poliziotto hanno depositato una memoria in cui sostengono la nullità della richiesta del pubblico ministero, evidenziando come l'interrogatorio non rientri "nell'ambito della massima urgenza" previsto dal codice di procedura penale. Su questa base, la disponibilità di Cinturrino a essere sentito viene di fatto rinviata al periodo successivo alla sospensione feriale delle attività giudiziarie non urgenti, dunque non prima del primo settembre.


Una data che rischia di superare i termini per il processo immediato


Lo slittamento assume un rilievo processuale determinante: la data indicata dalla difesa non sarebbe più compatibile con la richiesta di processo immediato che la Procura potrebbe presentare alla nuova giudice per le indagini preliminari, Angelica Cardi. I termini per avanzare tale richiesta scadono infatti il 23 agosto, ben prima della ripresa delle attività giudiziarie ordinarie.


A questo punto la scelta su come procedere spetta nuovamente al pubblico ministero, che in teoria può comunque ignorare l'eccezione sollevata dalla difesa e chiedere ugualmente il rito immediato, procedura che consentirebbe di saltare l'udienza preliminare e accelerare l'iter processuale nei confronti dell'ex agente accusato dell'omicidio avvenuto nel bosco milanese.



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