Omicidio Manuel Mastrapasqua: respinta la richiesta di processo a porte chiuse per Daniele Rezza, minacciati i genitori
Milano – Si è aperto lunedì 14 aprile davanti alla Corte d’Assise di Milano il processo a carico di Daniele Rezza, il ventenne accusato dell’omicidio di Manuel Mastrapasqua, avvenuto a ottobre scorso a Rozzano (Milano). L’aggressione mortale, consumatasi per un paio di cuffie wireless di scarso valore, ha scosso profondamente l’opinione pubblica e la comunità […]
Milano – Si è aperto lunedì 14 aprile davanti alla Corte d’Assise di Milano il processo a carico di Daniele Rezza, il ventenne accusato dell’omicidio di Manuel Mastrapasqua, avvenuto a ottobre scorso a Rozzano (Milano). L’aggressione mortale, consumatasi per un paio di cuffie wireless di scarso valore, ha scosso profondamente l’opinione pubblica e la comunità locale.
Clima teso in aula: minacce ai genitori dell’imputato
Durante la prima udienza, il legale di Rezza ha segnalato in aula che i genitori del giovane imputato avrebbero ricevuto minacce a seguito di un post diffuso sui social. Il contenuto incriminato, pubblicato dalla sorella della vittima, riportava la frase “nessuna pietà”, poi prontamente rimosso. Secondo la difesa, queste azioni hanno contribuito a creare un clima di tensione nei confronti della famiglia dell’imputato.
Processo pubblico, ma senza telecamere: la decisione della Corte
Alla luce delle minacce denunciate, la difesa ha avanzato la richiesta di celebrare il processo a porte chiuse, ma la Corte – presieduta dalla giudice Antonella Bertoja – ha respinto l’istanza, ritenendo che non sussistano al momento pericoli concreti per l’incolumità dell’imputato o dei suoi familiari. Tuttavia, ha precisato che, qualora emergessero ulteriori episodi di intemperanza, anche sui social, il procedimento potrebbe proseguire a porte chiuse. Intanto, è stato vietato l’ingresso alle telecamere in aula.
Rezza rinuncia ai testimoni: processo più rapido e possibile sconto di pena
In un’ulteriore svolta processuale, la difesa ha comunicato di rinunciare alla propria lista testi, chiedendo l’acquisizione diretta degli atti. Questa scelta potrebbe contribuire ad abbreviare sensibilmente i tempi del processo e potrebbe incidere sulla valutazione di attenuanti generiche. Rezza resta comunque imputato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi e rapina impropria aggravata, reati per i quali rischia l’ergastolo.
La prossima udienza è fissata per l’11 giugno, quando saranno sentiti tre testimoni della parte civile: due amici stretti di Manuel e il pastore della chiesa evangelica frequentata dal ragazzo. La discussione finale tra le parti è prevista per il 2 luglio, data in cui potrebbero emergere nuovi elementi determinanti per l’esito del processo.