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Pane a rischio rincari: l’allarme dei fornai di Milano tra guerra e costi energetici alle stelle

Associazione Fornai Milano: energia +45% e trasporti in aumento. Il prezzo del pane rischia di salire senza interventi urgenti.

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Il pane, simbolo quotidiano della tavola italiana, rischia di diventare sempre più caro. A lanciare l’allarme è l’Associazione Fornai Milano, che segnala come le tensioni geopolitiche internazionali stiano provocando un aumento significativo dei costi per il settore della panificazione. L’escalation del conflitto in Medio Oriente, con la crisi che coinvolge l’Iran, ha innescato nuove turbolenze sui mercati energetici e delle materie prime. Un effetto a catena che arriva fino ai laboratori dei panificatori, dove il peso maggiore non è più solo quello del grano ma dei costi di trasformazione, che oggi incidono per oltre il 60% sul prezzo finale di una pagnotta.

Energia e carburanti: il vero peso sul prezzo del pane

Produrre pane richiede un grande consumo di energia. I forni devono restare accesi per molte ore a temperature elevate, mentre le celle di lievitazione funzionano continuamente per garantire la qualità del prodotto. A questo si aggiunge il costo della distribuzione, con furgoni che ogni mattina riforniscono negozi e punti vendita.

Con il prezzo del gas legato alle tensioni geopolitiche e il costo dei carburanti in forte crescita, molti panificatori si trovano oggi di fronte a una scelta difficile: aumentare i prezzi per i clienti oppure rischiare di lavorare senza margini. Secondo le stime dell’Associazione Fornai Milano, nel 2026 il costo dell’energia potrebbe crescere fino al 45%, mentre il trasporto delle farine potrebbe aumentare del 20% e la logistica delle consegne del 25%.

L’effetto domino della crisi energetica

A complicare ulteriormente il quadro è l’impennata del prezzo del petrolio legata alle tensioni nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del commercio energetico mondiale. Quando il costo del carburante aumenta, l’impatto si riflette immediatamente sull’intera catena di approvvigionamento.

Le materie prime utilizzate nei panifici, infatti, viaggiano quasi esclusivamente su gomma. Farine speciali importate dal Nord Europa, semi e ingredienti provenienti da diverse aree del mondo arrivano quotidianamente nei laboratori artigianali italiani. Per i fornai questo significa che ogni aumento del gasolio si traduce in una crescita immediata dei costi di produzione, difficilmente sostenibile nel lungo periodo.

Il timore: pane sempre più caro per le famiglie

Il rischio concreto è che il prezzo del pane possa superare soglie critiche per molte famiglie italiane. Un bene primario, presente ogni giorno sulle tavole, potrebbe subire rincari difficili da assorbire in un contesto economico già segnato dall’inflazione. Secondo i panificatori milanesi, senza interventi rapidi il settore potrebbe trovarsi in seria difficoltà, con conseguenze non solo per le imprese ma anche per i consumatori.

L’appello al Governo: servono misure urgenti

L’Associazione Fornai Milano chiede al Governo interventi immediati per contenere l’impatto della crisi. Tra le proposte avanzate ci sono crediti d’imposta per i costi energetici e misure per limitare l’aumento dei carburanti agricoli e della logistica. Per i panificatori si tratta di strumenti essenziali per evitare che una crisi internazionale si trasformi in un colpo durissimo per uno dei settori più tradizionali dell’economia italiana. Senza un sostegno concreto, avvertono gli operatori del settore, il profumo del pane appena sfornato potrebbe diventare sempre più raro nei quartieri delle città.

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