Parità di genere e work-life balance: a Milano il confronto tra imprese, PA e sindacati promosso dal progetto europeo CHECK
Fondazione l’Albero della Vita presenta i risultati di due anni di lavoro con 600 PMI e 900 lavoratori lombardi.
Si è tenuto mercoledì 6 maggio presso lo Smart City Lab di Milano l’evento “Verso un lavoro più equo”, promosso da Fondazione l’Albero della Vita ETS nell’ambito del progetto europeo CHECK realizzato in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare e Fondazione Sodalitas e cofinanziato dall’Unione Europea. L’iniziativa ha riunito istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali in un confronto strutturato su parità di genere e politiche di conciliazione tra vita professionale e privata, articolato in due panel moderati da Chiara Agostini di Percorsi di Secondo Welfare.
Il primo panel ha coinvolto rappresentanti della Pubblica Amministrazione e del mondo sindacale: Roberto Daffonchio della Direzione Generale Famiglia e Pari Opportunità di Regione Lombardia, Elena Lattuada, delegata del Sindaco di Milano per le Pari Opportunità, Felice Palamara del Comitato Unico di Garanzia di ATS Milano, Barbara Peres, Consigliera di Parità di Città Metropolitana di Milano, ed Enrico Azzaro di UIL Lombardia. Il secondo ha dato voce al mondo delle imprese, con la partecipazione di rappresentanti di DEA SRL, Uniesse Novachem, FEDABO SPA SB e Rete Cauto, affiancati da Angela Mondellini di CGIL Lombardia e Roberta Vaia di CISL Lombardia.
I numeri del progetto CHECK: 600 PMI e 900 lavoratori coinvolti
L’evento ha rappresentato l’occasione per restituire pubblicamente i risultati delle attività realizzate in Italia nell’ambito di CHECK. A partire da febbraio 2024, il progetto ha sensibilizzato 600 piccole e medie imprese lombarde sull’importanza della conciliazione vita-lavoro, accompagnando 35 di esse in un percorso di trasformazione delle proprie politiche interne attraverso un approccio trasformativo di genere.
Parallelamente, 900 lavoratori dei settori pubblico e privato hanno partecipato a percorsi formativi: percorsi online per i dipendenti, focalizzati sulle competenze di cura e gestione della vita quotidiana, e incontri in presenza per dirigenti, imprenditori e responsabili HR, orientati al rafforzamento delle politiche aziendali di conciliazione. Una sessione dedicata ha coinvolto anche i dipendenti e i decisori di tre pubbliche amministrazioni lombarde partner associate al progetto: Comune di Milano, ATS Lombardia e Regione Lombardia.
Cosa chiedono le aziende: flessibilità, congedi e prevenzione delle molestie
Dal lavoro sul campo con le imprese sono emersi con chiarezza i nodi prioritari su cui intervenire. Sul fronte della carriera, le organizzazioni coinvolte hanno evidenziato la necessità di rendere più trasparenti e inclusivi i processi di selezione e crescita professionale, introducendo sistemi strutturati di valutazione e ascolto dei dipendenti e meccanismi di monitoraggio del bilanciamento di genere nelle politiche retributive.
Sul piano della genitorialità, gli Action Plan aziendali puntano a una maggiore diffusione delle informazioni sui congedi, all’estensione del congedo di paternità e a misure specifiche per accompagnare il rientro al lavoro dopo la maternità. Sul work-life balance le proposte includono maggiore flessibilità oraria, sperimentazioni di settimana lavorativa corta, ampliamento dello smartworking e rafforzamento del welfare aziendale in termini di servizi e benefit. Non meno rilevante è l’investimento sulla formazione interna dedicata alla cultura organizzativa inclusiva e alla prevenzione delle molestie, supportata da strumenti di segnalazione e figure responsabili del benessere aziendale.
La dimensione europea: Spagna, Lituania e le linee guida per il Parlamento UE
CHECK non si esaurisce nel perimetro italiano. Il progetto coinvolge anche Spagna e Lituania in un percorso di scambio di buone pratiche sull’implementazione della Direttiva UE 2019/1158, attraverso sessioni informative, visite tra i Paesi e incontri con esperti. Il risultato atteso è l’elaborazione di linee guida e raccomandazioni da portare al Parlamento Europeo, accompagnate da una campagna di comunicazione continentale per contrastare gli stereotipi di genere legati alla divisione del lavoro di cura.
Le voci dei protagonisti: dal cambiamento culturale alla competitività
Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita, ha sintetizzato la visione che anima il progetto: “Siamo qui per fare in modo che parità e work-life balance smettano di essere slogan per diventare leve reali di inclusione, capaci di scardinare le barriere della marginalità e costruire un bene comune autentico.”
Chiara Agostini di Percorsi di Secondo Welfare ha sottolineato come le attività formative non fossero finalizzate alla sola sensibilizzazione, ma a “offrire strumenti concreti per incentivare l’innovazione organizzativa sulla parità di genere”, sostenendo quel cambiamento culturale necessario a creare ambienti di lavoro più sicuri e accoglienti. Giorgio Germani, Consigliere Delegato di Fondazione Sodalitas, ha ricordato come “la parità di genere e la conciliazione vita-lavoro non siano obiettivi astratti, ma leve concrete di competitività e benessere organizzativo”, sottolineando che il cambiamento parte dalle scelte quotidiane dei leader d’impresa, capaci di generare valore per le comunità.