Parità di genere nel lavoro, Penati (Ordine Ingegneri): “In Italia servono 123 anni per raggiungerla davvero”
Carlotta Penati all’evento “Progetto Donna”: solo il 2,2% delle posizioni apicali è femminile. Serve trasparenza salariale e azione concreta.
A Milano, all’evento “Progetto Donna”, Carlotta Penati, presidente dell’Ordine degli Ingegneri, ha lanciato un allarme: la parità di genere nelle posizioni apicali rimane lontanissima. “Oggi solo il 2,2% delle amministratrici delegate ricopre ruoli di vertice – ha spiegato – nei luoghi dove si decide davvero, la presenza femminile è quasi inesistente”.
I dati parlano chiaro: nei consigli di amministrazione la quota femminile è del 43%, mentre nei ruoli dirigenziali scende al 21,1%. Un divario che secondo il Global Gender Gap Report 2025 richiederà ben 123 anni per essere colmato.
Progetto Donna: trasformare il confronto in azione
L’iniziativa dell’Ordine degli Ingegneri ha coinvolto oltre 2.200 partecipanti tra accademia e imprese, con l’obiettivo di promuovere strumenti, politiche e alleanze concrete per aumentare la presenza femminile nelle professioni tecniche. “Questo non è solo un momento di riflessione, ma un percorso operativo – sottolinea Penati – vogliamo costruire condizioni migliori per le generazioni future, trasformando il dialogo in azione concreta”.
Secondo la presidente, la disparità occupazionale si acuisce dopo la nascita di un figlio: sette dimissioni su dieci riguardano madri. La mancanza di servizi adeguati – asili nido, tempo pieno scolastico, sostegno strutturale – limita fortemente la carriera femminile, rendendo il lavoro part-time spesso un obbligo più che una scelta.
Nuove regole sulla trasparenza salariale
Qualche segnale di cambiamento arriva dal decreto legislativo del 5 febbraio 2026, che recepisce la direttiva UE 970 sulla parità salariale. “Il salario è libertà – afferma Penati – la trasparenza e la misurabilità sono strumenti essenziali: solo conoscendo i dati si possono pianificare azioni concrete e misurare i risultati”. L’approccio proposto combina dati, strumenti operativi e responsabilità condivisa: senza misurazione, avverte Penati, la parità rischia di restare un’astrazione.
“La parità di genere va costruita consapevolmente: si pianifica, si decide e si realizza – conclude Penati – servono scelte intenzionali, politiche efficaci e reale volontà di cambiamento. Solo così potremo tradurre dichiarazioni di intenti in risultati concreti”.