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Patrimonio pubblico in disuso a Milano: 226 operatori visitano gli immobili comunali, prorogato al 3 agosto il termine per le proposte

Sono oltre duecento i professionisti e rappresentanti di realtà culturali, sportive e assistenziali che hanno visitato gli immobili inutilizzati messi a bando dal Comune di Milano attraverso il nuovo portale del Patrimonio in disuso. Ai dodici sopralluoghi calendarizzati a giugno hanno partecipato complessivamente 226 persone, interessate a presentare proposte per riaprire spazi comunali chiusi, in […]

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Sono oltre duecento i professionisti e rappresentanti di realtà culturali, sportive e assistenziali che hanno visitato gli immobili inutilizzati messi a bando dal Comune di Milano attraverso il nuovo portale del Patrimonio in disuso. Ai dodici sopralluoghi calendarizzati a giugno hanno partecipato complessivamente 226 persone, interessate a presentare proposte per riaprire spazi comunali chiusi, in alcuni casi da decenni. Data la quantità di richieste pervenute sul portale, il Demanio ha prorogato al 3 agosto il termine per la presentazione delle candidature e ha annunciato nuovi appuntamenti per i sopralluoghi.

Dall’ex circolo di via Varesina a Palazzo Calchi Taeggi: i siti più visitati

I gruppi più numerosi hanno varcato per la prima volta i locali di Palazzo Calchi Taeggi in corso di Porta Vigentina, del casello ovest di piazza XXIV Maggio, della cascina “Cort del Colombin” a Lampugnano, dell’ex Casa dell’Acqua del Trotter e degli spazi dell’ex circolo popolare di via Varesina. Quest’ultima proprietà, nel quadrante nord-ovest della città, si estende su oltre 4.000 metri quadrati e comprende una bocciofila, un salone multifunzionale e una balera all’aperto: l’ultimo sopralluogo in programma ha accolto 25 visitatori.

Tre avvisi pubblici per venti immobili

L’iniziativa si articola in tre avvisi pubblici distinti. Il primo riguarda cinque luoghi storici vincolati dalla Soprintendenza: Palazzo Dugnani, la Pusterla di Sant’Ambrogio, Porta Ticinese Medievale, l’ex Collegio Calchi Taeggi e i Magazzini al Bastione di Porta Venezia. Il secondo raccoglie proposte per otto immobili identitari, tra cui Palazzo Galloni, il Dazio Ovest di Porta Ticinese, l’ex Casa dell’Acqua di via Giacosa, l’ex scuola rurale di Lampugnano, l’ex circolo di via Varesina e tre cascine storiche: Corba, Molino Spazzola e Cort del Colombin. Il terzo avviso riguarda sette proprietà fuori Milano, tra ex colonie e ville sul lago di Como, a Recco, Pietra Ligure, Andora, Cesenatico e Sondalo.

Conte: “Energie disponibili a prendersi cura dei luoghi della città”

“Stiamo parlando di associazioni, professionisti, operatori culturali, sportivi e sociali che guardano al patrimonio pubblico come a uno spazio da riaprire, abitare e restituire alla città, non come investitori in cerca di rendita”, ha dichiarato Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, Demanio e Piano Straordinario Casa, leggendo nell’interesse emerso un segnale significativo della vitalità civica milanese. “Il patrimonio pubblico torna a essere una leva di rigenerazione urbana, sociale e culturale”, ha aggiunto, sottolineando come il nuovo portale garantisca piena trasparenza su immobili disponibili, procedure, sopralluoghi e modalità di presentazione delle proposte.

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