Pedopornografia online, blitz tra Lombardia e Campania: sei arresti e 200mila file sequestrati
Sequestrati oltre 200mila file tra immagini e video. Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano, sono partite nel dicembre 2025 grazie anche alla collaborazione di un’organizzazione internazionale no profit
La Polizia di Stato ha portato a termine un’operazione contro la diffusione e la detenzione di materiale pedopornografico in rete, che si è conclusa con l’arresto di sei persone e l’iscrizione di altre tre nel registro degli indagati. Il blitz, coordinato dalla Procura della Repubblica di Milano, è il risultato di un’attività investigativa condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Lombardia, che ha operato con il supporto tecnico e informativo del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online.
Le perquisizioni, eseguite in diverse abitazioni tra la Lombardia e la Campania, hanno permesso agli investigatori di sequestrare un patrimonio digitale illecito di dimensioni considerevoli: oltre 200mila file, comprendenti immagini e video di natura pedopornografica, sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro nel corso dei controlli.
Un’indagine partita da dicembre con il supporto internazionale
L’attività investigativa che ha portato all’operazione odierna era stata avviata nel dicembre 2025. Nel corso di diversi mesi di lavoro, gli agenti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica lombardo sono riusciti a individuare una serie di account riconducibili alla condivisione di materiale illecito, ricostruendone i profili e le connessioni attraverso un lavoro di analisi digitale reso possibile anche dalla collaborazione con un’organizzazione internazionale no profit attiva nel monitoraggio dei contenuti di abuso sessuale su minori diffusi online.
Questo tipo di cooperazione, sempre più frequente nelle indagini di settore, consente alle forze dell’ordine italiane di intercettare segnalazioni e riscontri provenienti da reti di monitoraggio internazionali, accelerando l’identificazione degli account sospetti e la geolocalizzazione dei responsabili prima ancora dell’avvio delle attività di perquisizione sul territorio.
Indagati presunti innocenti fino a sentenza definitiva
Va sottolineato che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Per questo motivo, le persone coinvolte, sia quelle arrestate sia quelle iscritte nel registro degli indagati, devono essere considerate presunte innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva, secondo il principio costituzionale che regola la posizione di chiunque sia sottoposto a un procedimento penale prima della sua conclusione.
L’operazione conferma comunque l’attenzione costante delle autorità italiane nel contrasto ai reati di sfruttamento sessuale dei minori commessi attraverso la rete, un fenomeno che continua a richiedere strumenti investigativi sempre più sofisticati e una stretta collaborazione tra polizia giudiziaria, centri specializzati e organismi internazionali dedicati alla tutela dell’infanzia online.