Più soldi per le università lombarde: un miliardo in arrivo, Statale e Politecnico di Milano i più finanziati
Il decreto firmato dalla ministra Bernini assegna agli atenei della Lombardia 1,161 miliardi, in aumento sia rispetto al 2025 sia rispetto al 2019
Il sistema universitario lombardo può contare su un incremento delle risorse statali. La ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che stabilisce i criteri di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario, assegnando agli atenei statali della regione un miliardo e 161 milioni di euro complessivi.
La cifra destinata alla Lombardia segna un incremento di 18,4 milioni di euro rispetto allo stanziamento del 2025 e un aumento del 31,9% se confrontata con i livelli del 2019, a testimonianza di una tendenza di crescita che si consolida nel tempo per gli atenei della regione.
Statale e Politecnico in testa alla ripartizione milanese
Tra gli istituti milanesi, l'Università degli Studi di Milano riceve la quota più consistente, pari a circa 322 milioni di euro. Segue il Politecnico di Milano, a cui vanno 281 milioni, in crescita del 3,8%, mentre all'Università degli Studi di Milano Bicocca sono destinati 169,1 milioni di euro.
Le altre università lombarde beneficiarie del fondo
Il resto della dotazione si distribuisce tra gli altri atenei della regione: all'Università di Pavia vanno circa 147,8 milioni di euro, all'Università di Brescia quasi 88,8 milioni, mentre l'Università di Bergamo ottiene 77,7 milioni, anch'essa in crescita del 3,5%. Chiudono il quadro l'Università dell'Insubria, con circa 59,4 milioni di euro, e l'Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, a cui sono destinati 15 milioni di euro.
Bernini: "Più capacità di programmazione per gli atenei"
Illustrando il provvedimento, la ministra Bernini ha sottolineato il significato dell'incremento delle risorse: "Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università italiane e lombarde. Un impegno che si traduce in più capacità di programmazione per gli atenei, più sostegno alla ricerca, qualità della didattica e maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti".
La ministra ha inoltre delineato la visione complessiva alla base della politica di finanziamento del sistema universitario: "Non basta investire di più, serve investire meglio. La nostra visione è chiara: rendere il sistema universitario italiano sempre più attrattivo e internazionale, capace di valorizzare il merito, offrire ai giovani maggiori opportunità e fare della conoscenza uno dei principali motori della crescita economica, sociale e civile del Paese".