PNRR in Lombardia, il bilancio di Fontana: “112mila opere e 23 miliardi investiti, ma serve continuità oltre la scadenza del Piano”
La Lombardia ha realizzato oltre 112.000 opere con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano nazionale per gli investimenti complementari, per un importo complessivo di 23 miliardi di euro. Gli interventi di cui Regione Lombardia è soggetto attuatore diretto sono 2.796, con risorse mobilitate per oltre 3,7 miliardi. È il […]
La Lombardia ha realizzato oltre 112.000 opere con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano nazionale per gli investimenti complementari, per un importo complessivo di 23 miliardi di euro. Gli interventi di cui Regione Lombardia è soggetto attuatore diretto sono 2.796, con risorse mobilitate per oltre 3,7 miliardi. È il bilancio tracciato dal presidente Attilio Fontana all’evento “L’Italia del Pnrr. Creare il modello, fare sistema, orientare il futuro. Una sfida che si racconta”, organizzato al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano su iniziativa del ministro per gli Affari Europei e il PNRR Tommaso Foti e della Commissione europea, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Alla prima giornata di lavori hanno partecipato anche i ministri Bernini, Valditara, Lollobrigida e Pichetto Fratin.
“Non possiamo considerarli misure straordinarie”: il rischio del passo indietro dopo il 2026
Fontana ha inquadrato gli investimenti PNRR come contributo strutturale alla competitività del sistema lombardo in una fase di rapide trasformazioni tecnologiche, demografiche e produttive. Ma ha anche lanciato un avvertimento preciso: “Non possiamo limitarci a considerarli come misure straordinarie legate alla durata del piano. Occorre interrogarsi su come garantire continuità a ciò che ha funzionato, evitando che l’esaurimento delle risorse del PNRR determini un arretramento delle politiche per il lavoro, la formazione e l’inclusione.” Il governatore ha citato in particolare la digitalizzazione della pubblica amministrazione e il Fascicolo Sanitario Elettronico come ambiti in cui la continuità è indispensabile per non vanificare quanto realizzato.
“L’Italia funziona meglio quando non accentra”
La riflessione conclusiva di Fontana ha assunto un tono più politico, richiamando il rapporto tra Stato centrale e autonomie territoriali. “L’insegnamento che possiamo trarre dall’esperienza del PNRR è che l’Italia funziona meglio quando valorizza le sue diversità e i suoi centri amministrativi locali, in una parola: quando non accentra”, ha dichiarato il presidente, sottolineando come lo Stato debba costruire insieme alle Regioni e agli enti locali piuttosto che decidere dall’alto. Un passaggio che richiama direttamente il tema dell’autonomia differenziata e che Fontana ha collegato alla gestione concreta del Piano, riconoscendo però lo “scarso coinvolgimento iniziale delle Regioni” nella fase di progettazione.