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Polemica sui tedofori di Milano-Cortina: scelti influencer e personaggi tv, esclusi ex atleti azzurri

A meno di un mese dall’avvicinamento ai Giochi di Milano-Cortina 2026, esplode un caso che mescola sport, simboli e politica. La selezione dei 10.001 tedofori ha sollevato forti critiche: tra i prescelti figurano personaggi televisivi e volti pop, mentre alcune leggende dello sport italiano denunciano di essere rimaste escluse. Fauner rompe il silenzio: “Esclusione che […]

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A meno di un mese dall’avvicinamento ai Giochi di Milano-Cortina 2026, esplode un caso che mescola sport, simboli e politica. La selezione dei 10.001 tedofori ha sollevato forti critiche: tra i prescelti figurano personaggi televisivi e volti pop, mentre alcune leggende dello sport italiano denunciano di essere rimaste escluse.

Fauner rompe il silenzio: “Esclusione che fa male”

A dare voce al malcontento è Silvio Fauner, protagonista della storica staffetta olimpica di Lillehammer 1994. In diverse dichiarazioni pubbliche, l’ex fondista ha parlato apertamente di amarezza e rabbia, raccontando un disagio condiviso da altri ex olimpionici. Nel mirino, scelte considerate incomprensibili: celebrità mediatiche coinvolte nella staffetta e nessun ruolo, neppure simbolico, per atleti che hanno segnato pagine indelebili dello sport azzurro.

Secondo Fauner, il nodo non è solo personale. L’ex campione sostiene di rappresentare un gruppo di circa dieci atleti capaci di portare all’Italia 35 medaglie olimpiche, dalle imprese degli anni Novanta fino a Torino 2006. Un’eredità sportiva che, a suo dire, non sarebbe stata nemmeno consultata nel processo di selezione. Da qui le critiche rivolte al CONI e alla Fondazione Milano Cortina, accusati di privilegiare logiche di visibilità rispetto allo spirito olimpico.

La risposta della Fondazione: “Regole chiare e senza deroghe”

La Fondazione Milano Cortina 2026 ha replicato con fermezza. L’esclusione di Fauner, viene spiegato, non è legata al suo valore sportivo ma a un criterio formale: l’ex atleta ricopre il ruolo di vicesindaco di Sappada, incarico politico incompatibile con il regolamento dei tedofori. Regole pubbliche, sostiene la Fondazione, applicate in modo uniforme. Inoltre, per celebrare la staffetta di Lillehammer 1994, gli altri protagonisti di quell’impresa sono stati coinvolti: uno di loro ha già portato la torcia in una tappa ad Aosta.

Abodi: “Scelta che lascia perplessi”

La vicenda ha rapidamente assunto una dimensione politica. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha dichiarato di essere rimasto “spiazzato” e ha chiesto chiarimenti ufficiali sui criteri adottati. In linea di principio, ha osservato, chi ha fatto la storia dello sport italiano dovrebbe rappresentare un riferimento naturale in un evento simbolico come la staffetta olimpica.

La Lega all’attacco, la Fondazione prova a chiudere il caso

Ancora più dura la reazione della Lega, che definisce la selezione dei tedofori “incomprensibile e sconcertante”, sottolineando la mancata condivisione con il ministero e con chi ha sostenuto politicamente l’assegnazione dei Giochi. L’auspicio è che si trovi una soluzione in tempi rapidi.

La Fondazione, dal canto suo, prova a smorzare le tensioni ricordando che tra i tedofori figurano già nomi storici dello sport italiano, come Stefania Belmondo e Armin Zoeggeler, e che il coinvolgimento degli ex campioni continuerà nelle prossime settimane.

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