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Presidio di Lombardia SiCura davanti al Pirellone contro le politiche regionali sulla sanità: critiche a fondi e convenzioni con i privati

Nel pomeriggio di martedì 16 dicembre la rete La Lombardia SiCura ha organizzato un presidio davanti al Pirellone, sede del Consiglio regionale, per contestare le scelte della Giunta guidata da Attilio Fontana e Guido Bertolaso in materia di sanità. La protesta si è svolta in contemporanea con la seduta dell’Aula e ha avuto come obiettivo […]

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Nel pomeriggio di martedì 16 dicembre la rete La Lombardia SiCura ha organizzato un presidio davanti al Pirellone, sede del Consiglio regionale, per contestare le scelte della Giunta guidata da Attilio Fontana e Guido Bertolaso in materia di sanità. La protesta si è svolta in contemporanea con la seduta dell’Aula e ha avuto come obiettivo quello di denunciare un progressivo indebolimento del servizio sanitario pubblico in Lombardia.

La protesta simbolica dei “pessimi regali” alla sanità

Attiviste e attivisti si sono presentati in veste di Babbo Natale, restituendo simbolicamente alla Regione quelli che hanno definito “pessimi regali” fatti ai cittadini lombardi: provvedimenti che, secondo i promotori, favoriscono la sanità privata, allungano le liste d’attesa e aumentano le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Davanti al palazzo regionale è stato allestito un albero di Natale sul quale sono stati appesi i nomi delle delibere più contestate.

Sotto accusa le convenzioni con assicurazioni e fondi sanitari

Al centro della mobilitazione c’è in particolare la delibera del 15 settembre 2025, che prevede per le ASST la possibilità di stipulare convenzioni con assicurazioni sanitarie, mutue e fondi integrativi, garantendo ai loro iscritti percorsi agevolati per visite ed esami.

Secondo Vittorio Agnoletto, dell’Osservatorio Salute, questo meccanismo rischia di penalizzare ulteriormente chi si affida esclusivamente al Servizio sanitario nazionale, allungando le attese per chi non può permettersi coperture integrative. Per questo la rete chiede il ritiro immediato del provvedimento.

Critiche ai fondi destinati alla sanità privata

Lombardia SiCura contesta anche la delibera del 29 settembre, che ha destinato 10 milioni di euro alla sanità privata con l’obiettivo dichiarato di ridurre le liste d’attesa. Secondo i promotori del presidio, queste risorse dovrebbero invece essere investite direttamente nel sistema pubblico per rafforzarne strutturalmente la capacità di risposta.

Durante l’iniziativa è stata annunciata una campagna di mobilitazione della durata di tre mesi, che culminerà il 14 marzo 2026 con una manifestazione regionale a Milano, in coincidenza con la scadenza dei sei mesi di sperimentazione della delibera del 15 settembre. In avvicinamento a quella data sono previste assemblee, incontri pubblici e momenti di confronto in tutta la Lombardia.

Il sostegno della CGIL Lombardia

Al presidio è intervenuta anche Monica Vangi, segretaria della CGIL Lombardia, che ha sottolineato la necessità di rilanciare il Servizio sanitario nazionale partendo dalla valorizzazione del lavoro di operatrici, operatori e professionisti della sanità. Un richiamo forte contro il rischio che il modello lombardo venga esteso al resto del Paese.

La rete La Lombardia SiCura ribadisce il proprio impegno per una sanità pubblica, universale e accessibile, fondata sul diritto alla cura e non sulla capacità di spesa. La richiesta alla Regione è chiara: invertire la rotta e investire in modo strutturale sul servizio pubblico per garantire equità e qualità delle cure a tutte e tutti.

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