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Presidio il 23 dicembre a Milano dopo gli sgomberi di via Quarti e Giambellino: “Famiglie senza luce e gas in pieno inverno”

Unione Inquilini denuncia minori e anziani senza servizi essenziali: la protesta davanti alla Prefettura

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La tensione sul tema della casa torna al centro del dibattito milanese. Per martedì 23 dicembre, alle ore 15 è stato convocato un presidio davanti alla prefettura di Milano. A promuoverlo è l’Unione Inquilini Milano, insieme agli abitanti delle case popolari sgomberate nei giorni scorsi in via Quarti e nel quartiere Giambellino. L’iniziativa nasce come risposta immediata agli interventi di sgombero che hanno coinvolto decine di famiglie.

“Sgomberi senza tutele e servizi sociali”

Secondo quanto denunciato dall’associazione, le operazioni sarebbero state condotte con un massiccio impiego di forze dell’ordine e controlli generalizzati sugli occupanti. Unione Inquilini contesta in particolare l’assenza dei servizi sociali durante gli interventi, nonostante quanto previsto dai protocolli di sicurezza sottoscritti tra Prefettura, Regione Lombardia e Aler.

Nel caso di via Quarti, la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata dal distacco delle utenze domestiche, che avrebbe lasciato diverse persone senza elettricità e riscaldamento.

Minori e anziani senza luce e gas

“La gravità maggiore riguarda le conseguenze sociali”, sottolinea l’Unione Inquilini. Tra le persone coinvolte ci sarebbero anche anziani e bambini, rimasti senza luce e gas nel mese di dicembre, in un periodo segnato da basse temperature. Una condizione che l’associazione definisce “inaccettabile” e che viene indicata come simbolo di una gestione emergenziale del problema abitativo.

Emergenza casa e alloggi sfitti

Nel mirino della protesta c’è anche la gestione complessiva del patrimonio pubblico. Per Unione Inquilini, la vera criticità non è l’occupazione in sé, ma l’assenza di risposte strutturali al bisogno abitativo. L’associazione ricorda l’esistenza di circa 15mila alloggi pubblici vuoti sul territorio, mentre migliaia di famiglie faticano a trovare una soluzione dignitosa. “In molti casi – spiegano – l’occupazione rappresenta l’unica alternativa possibile per non restare senza un tetto”.

Le richieste: stop agli sgomberi e confronto istituzionale

Durante il presidio, i promotori chiederanno la sospensione immediata degli sgomberi e l’apertura di tavoli di confronto con Comune, servizi sociali, sindacati, associazioni e realtà territoriali. L’obiettivo è affrontare l’emergenza abitativa in modo coordinato, partendo da misure concrete come il riconoscimento della residenza e il ripristino regolare delle utenze essenziali per le famiglie in difficoltà.

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