Presidio in piazza Ovidio a Milano per Layachi Ghelimi, travolto da un tir: “Basta morti, strade più sicure subito”
La mobilitazione è prevista lunedì 23 marzo alle 19.30 proprio nel luogo dell’incidente, all’angolo con via Salomone
Milano torna a interrogarsi sulla sicurezza stradale dopo la morte di Layachi Ghelimi, l’uomo di 81 anni investito in pieno giorno in piazza Ovidio. Per ricordarlo e chiedere un cambiamento concreto, lunedì 23 marzo alle 19.30 è in programma un presidio proprio nel luogo dell’incidente, all’angolo con via Salomone.
L’episodio risale al pomeriggio del 17 marzo, quando Layachi stava attraversando la strada, a pochi metri dalle strisce. Forse il semaforo era rosso, forse si è trattato di una disattenzione. Ma ciò che resta è una domanda più ampia: quanto sono sicure le strade per le persone più fragili? L’uomo, con movimenti lenti e problemi di udito, è stato travolto da un mezzo pesante, morendo sul colpo.
“Non è fatalità, ma scelte”
A promuovere l’iniziativa è il movimento Città delle Persone, che punta il dito contro un modello urbano che espone i pedoni a rischi evitabili. Secondo gli organizzatori, tragedie come questa non possono essere archiviate come semplici fatalità, ma sono il risultato di decisioni su come vengono progettati gli spazi e gestiti i flussi di traffico.
Il nodo del traffico pesante
L’area di piazza Ovidio è particolarmente critica per la presenza di numerosi poli logistici e per la vicinanza con l’Ortomercato. Qui il passaggio continuo di tir e furgoni si intreccia con quello di pedoni e ciclisti, creando condizioni di pericolo costante. Un contesto che, secondo gli attivisti, richiede interventi urgenti per ridurre i rischi.
Una mobilitazione per cambiare Milano
Il presidio vuole essere anche un messaggio chiaro: nessuna vita dovrebbe essere persa per un errore o una distrazione. Dopo il momento in piazza Ovidio, i partecipanti si sposteranno in viale Corsica per rendere omaggio ad altre vittime della strada. L’obiettivo è ribadire con forza una richiesta: trasformare Milano in una città davvero sicura e accessibile per tutti, dove il numero delle vittime sia azzerato e la mobilità metta al centro le persone.