Profanata la bara di Pamela Genini, vittima di femminicidio a Milano: cadavere trafugato e decapitato
Ignoti aprono la bara di Pamela Genini, trafugano il corpo e lo decapitano. La Procura indaga per vilipendio di cadavere.
La vicenda dell’omicidio di Pamela Genini, la giovane modella uccisa lo scorso ottobre a Milano, si arricchisce di un episodio agghiacciante. La Procura di Bergamo, guidata da Maurizio Romanelli, ha aperto un fascicolo per vilipendio di cadavere dopo la macabra scoperta effettuata lunedì scorso al cimitero di Strozza, dove era custodito il feretro della vittima. Secondo quanto ricostruito, ignoti avrebbero aperto la bara, trafugato il corpo e decapitato la giovane, atti configurabili come reati gravi secondo l’articolo 411 del codice penale.
Il feretro, che doveva essere trasferito dal loculo alla cappella di famiglia, è stato trovato violato dalle autorità. Il cadavere è ora sotto sequestro dell’autorità giudiziaria per consentire ulteriori indagini. L’episodio aggiunge un nuovo drammatico capitolo a una vicenda già di per sé estremamente grave, aprendo un fronte giudiziario parallelo a quello sull’omicidio.
Il contesto dell’omicidio a Milano
Pamela Genini era stata uccisa nel suo appartamento a Milano, nel quartiere Gorla, con 24 coltellate. Poche ore prima, la giovane aveva deciso di chiudere la relazione con l’ex compagno, Gianluca Soncin, di 23 anni più grande, la cui relazione con la vittima era stata segnata da atteggiamenti violenti e possessivi. Soncin, originario del Biellese, aveva precedenti per aggressioni e truffe, e dopo il delitto aveva simulato un tentativo di suicidio prima di essere arrestato.
L’uomo è ora accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione, crudeltà, futili motivi e vincolo affettivo, oltre che stalking. Si prevede la richiesta di rinvio a giudizio. Il nuovo fascicolo aperto a Bergamo, relativo alla profanazione del cadavere, complica ulteriormente il quadro, evidenziando quanto la vicenda sia destinata a svilupparsi su più fronti giudiziari.