“Progetto Radegonda”, Milano si candida a sede del pilastro Onu sull’intelligenza artificiale: firmato il Manifesto al Teatro Dal Verme
AmCham Italy, Assolombarda e Confcommercio promuovono il “Progetto Radegonda”. Il 9 novembre la presentazione alle istituzioni, con l’appuntamento decisivo alle Nazioni Unite fissato per maggio 2027
Il documento porta il titolo “Milano capitale globale della governance dell’intelligenza artificiale” ed è stato sottoscritto al Teatro Dal Verme, a margine dell’Assemblea Generale di Assolombarda. Per l’American Chamber of Commerce in Italy ha firmato il consigliere delegato Simone Crolla, per Assolombarda il presidente Alvise Biffi, per Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza il presidente Carlo Sangalli. Il testo nasce da un lavoro di AmCham Italy e resta aperto a nuove adesioni. Con la sottoscrizione prende forma un Comitato Promotore di natura civica, nel quale ciascun firmatario ha peso identico agli altri.
Perché si chiama Progetto Radegonda
Il nome rimanda a una data precisa: il 26 dicembre 1883, quando il Teatro alla Scala si illuminò per la prima della Gioconda di Ponchielli grazie alla centrale di Santa Radegonda, il primo impianto elettrico dell’Europa continentale, voluto dall’ingegnere del Politecnico Giuseppe Colombo con tecnologia di Thomas Edison. Centoquarantatré anni dopo, osserva Crolla, una tecnologia di provenienza statunitense bussa alla stessa porta. Il consigliere delegato di AmCham ha messo a fuoco anche il rischio che la proposta intende affrontare: non la macchina che si ribella, ma un’umanità che a forza di deleghe resta formalmente al comando senza più saperlo esercitare.
Il pilastro tra funzioni tecniche e finanziamenti
La struttura ipotizzata non avrebbe poteri normativi, autorizzativi o sanzionatori. Il suo compito consisterebbe nell’aiutare gli Stati a misurare, con criteri condivisi, capacità e rischi dei sistemi più avanzati. “Misurare non significa vietare”, ha sintetizzato Crolla. Il secondo paper di AmCham Italy articola l’ipotesi in dodici funzioni tecniche, che vanno dal monitoraggio delle prestazioni alla valutazione d’impatto, dalla responsabilità umana alla trasparenza, includendo lavoro, salute, tutela dei minori, formazione dei regolatori, pluralismo linguistico, ambiente e sicurezza. Il finanziamento poggerebbe su tre gambe: contributi obbligatori degli Stati membri, versamenti volontari degli operatori del settore secondo il modello già applicato in ambito sanitario da GAVI e CEPI, e partnership con fondazioni e istituzioni finanziarie internazionali.
Biffi: “Leva di crescita veloce, ma bisogna andare nella direzione giusta”
Per il presidente di Assolombarda la tecnologia rappresenta una leva di crescita che proprio per la sua portata trasformativa richiede un accompagnamento. “Non basta andare più veloci: dobbiamo essere sicuri di andare nella direzione giusta”, ha dichiarato, indicando in principi condivisi, trasparenza e cooperazione internazionale gli strumenti necessari. Il punto che a suo giudizio assume maggior peso etico riguarda la catena decisionale: le scelte che incidono su lavoratori, cittadini e imprese devono restare in capo a chi è in grado di comprenderle, verificarle e risponderne. Milano, ha aggiunto, non ambisce soltanto a essere una capitale dell’intelligenza artificiale, ma a contribuire alla definizione del modo in cui la tecnologia verrà governata.
Sangalli: “Una candidatura che vale come Expo e le Olimpiadi”
Il presidente di Confcommercio ha collocato la candidatura nella serie delle sfide che hanno segnato la crescita della città, dall’Esposizione universale del 2015 ai Giochi invernali. Per reputazione internazionale, capacità innovativa e profilo culturale, Milano può a suo avviso competere anche su questo terreno. Un passaggio del suo intervento riguarda le imprese del commercio e dei servizi, che costituiscono il punto di contatto più immediato tra innovazione tecnologica e vita quotidiana delle persone.
Tempistiche e concorrenti
L’architettura delle Nazioni Unite in materia è in costruzione. La risoluzione dell’agosto 2025 ha istituito il Panel scientifico indipendente e il Global Dialogue on AI Governance, riunitosi per la prima volta a Ginevra nel luglio scorso, ma manca ancora un organismo dedicato al coordinamento orizzontale. I mesi che si aprono sono decisivi: il Consiglio di Sicurezza ha avviato a luglio la selezione del nuovo Segretario Generale, che entrerà in carica il 1° gennaio 2027 dopo la scadenza del mandato di António Guterres, mentre la seconda sessione del Global Dialogue è fissata a New York per il 3 e 4 maggio 2027. In questo intervallo la candidatura dovrà essere portata all’attenzione degli Stati membri.
Nel frattempo altri Paesi si muovono: la Corea del Sud lavora a concentrare in un unico campus le funzioni AI di sei agenzie Onu, mentre la Cina ha avviato a Shanghai la World AI Cooperation Organization, organismo intergovernativo collocato fuori dal perimetro delle Nazioni Unite.
Le credenziali milanesi
Il Manifesto elenca gli elementi su cui poggia la proposta. Sul piano della ricerca il sistema cittadino mette insieme Politecnico, Statale, Bicocca, Bocconi e Human Technopole; sul piano produttivo la base manifatturiera rende il territorio un terreno di sperimentazione per la cosiddetta Physical AI, l’intelligenza artificiale applicata a robot, macchinari e infrastrutture. Nel 2024 gli investimenti di private equity in imprese lombarde hanno sfiorato i 9 miliardi di euro, pari al 60% del totale nazionale, e sette data center dell’area milanese sono stati classificati di interesse strategico nazionale. Il Comune, dal canto suo, ha adottato un proprio documento sull’uso della tecnologia e conta quarantacinque applicazioni già operative nell’amministrazione e nei servizi.
Chi ha aderito
Tra i firmatari figurano i rettori degli atenei milanesi Elena Beccalli, Francesco Billari, Marina Brambilla, Valentina Garavaglia e Donatella Sciuto, insieme a Gianmario Verona di Human Technopole. Dal mondo imprenditoriale hanno aderito Marco Tronchetti Provera, Emma Marcegaglia, Giorgio Medda, Claudio Bassoli, Teodoro Lio, Fabio Pompei, Mario Peserico e Giovanna Vitelli. Completano l’elenco Giovanni Bozzetti di Fondazione Fiera Milano, Fiorenzo Marco Galli del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, Daniela Mainini del Centro Studi Grande Milano, Antonio Palmieri della Fondazione Pensiero Solido, l’ex sindaca Letizia Moratti, monsignor Vincenzo Paglia e, a titolo personale, Vincenzo Di Nicola di CDP Venture Capital e Silvio Savarese di Salesforce AI Research, membro del panel scientifico indipendente delle Nazioni Unite.
Il passaggio del 9 novembre
Il lancio istituzionale del progetto è fissato per lunedì 9 novembre, dalle 15 alle 17, quando il Comitato Promotore presenterà la candidatura alle istituzioni; sede e dettagli saranno comunicati con l’invito ufficiale. I firmatari si impegnano a costituire un comitato stabile con base operativa a Milano, in dialogo con Presidenza del Consiglio, Farnesina, MIMIT, Regione Lombardia e Comune, e a sollecitare Governo e forze politiche perché la candidatura diventi una priorità della politica estera italiana. Il Manifesto resta aperto all’adesione di realtà imprenditoriali, accademiche, scientifiche, professionali e finanziarie del territorio.