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Protesta simbolica sul ponte della Ghisolfa a Milano: ciclisti in staffetta accendono la “fiamma della speranza” per la ciclabile attesa da anni

La protesta simbolica sul ponte della Ghisolfa

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A Milano torna al centro il tema della sicurezza stradale per i ciclisti. Sul ponte della Ghisolfa, tra via Mac Mahon e piazzale Lugano, dodici tedofori in bicicletta hanno dato vita a una staffetta simbolica culminata con l’accensione del “braciere della speranza”. L’iniziativa, ribattezzata “Olimpiadi della speranza”, ha coinvolto circa cinquanta partecipanti e punta a riaccendere i riflettori su un progetto atteso da anni: la realizzazione di una pista ciclabile sicura lungo uno degli snodi più trafficati della città.

Una richiesta che dura da anni

A promuovere la manifestazione è stato il comitato “Non vediamo l’ora”, attivo da oltre otto anni nel sollecitare l’amministrazione comunale. La ciclabile sul ponte era infatti tra gli interventi approvati già nel 2018 attraverso il bilancio partecipativo, ma non è mai stata concretamente avviata. Negli ultimi mesi, l’annuncio di un possibile avvio dei lavori nella primavera del 2026 ha riacceso le aspettative, ma anche la volontà dei cittadini di mantenere alta l’attenzione.

La “fiamma” per chiedere sicurezza

L’accensione del braciere in piazzale Lugano ha rappresentato il momento più significativo della giornata: un gesto simbolico per chiedere tempi certi e risposte concrete. L’evento, ispirato idealmente alle recenti Olimpiadi e Paralimpiadi, ha trasformato la protesta in una manifestazione partecipata e visibile. Tra i presenti, oltre ai ciclisti, anche cittadini e attivisti che da tempo denunciano i rischi legati alla viabilità del ponte, considerato poco sicuro per chi si muove su due ruote.

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