Proteste contro le Olimpiadi di Milano-Cortina: annunciato corteo nazionale il 7 febbraio
Olimpiadi Milano-Cortina, il Comitato Insostenibili Olimpiadi annuncia proteste, azioni diffuse e un corteo nazionale a Milano.
Il weekend di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina si preannuncia teso sul fronte delle proteste. Il Comitato Insostenibili Olimpiadi (CIO), rete che riunisce associazioni e realtà antagoniste, ha annunciato una serie di iniziative di contestazione che accompagneranno l’arrivo dei Giochi nel capoluogo lombardo.
La mobilitazione scatterà il 5 febbraio, in occasione dell’arrivo della fiaccola olimpica a Milano. In quella giornata sono previste azioni di protesta simboliche, con lo slogan “mostriamo a Israele il cartellino rosso”, che segneranno l’avvio del percorso di contestazione annunciato dal comitato.
Il giorno dell’inaugurazione: “azioni diffuse”
Per il 6 febbraio, data della cerimonia inaugurale dei Giochi, non è stata autorizzata alcuna manifestazione ufficiale. Tuttavia, il CIO ha comunicato che si svolgeranno comunque “azioni diffuse” in città. Una scelta che arriva in un giorno particolarmente delicato per la sicurezza, vista la presenza a Milano di decine di capi di Stato e di governo.
Il corteo nazionale del 7 febbraio
Il momento centrale della protesta sarà il corteo nazionale in programma venerdì 7 febbraio alle ore 15. La partenza è prevista da piazza Medaglie d’Oro, in zona Porta Romana. Gli organizzatori parlano di una manifestazione ampia e partecipata, con l’obiettivo di portare al centro del dibattito pubblico i costi sociali e urbani dei Giochi.
Utopiadi
Dal 6 all’8 febbraio sono previste anche iniziative alternative come le “Utopiadi”, giochi popolari organizzati in contrapposizione alle Olimpiadi ufficiali, e l’allestimento di una Taz (Temporary Autonomous Zone), una forma di occupazione temporanea a carattere politico e sociale.
Le critiche: “un evento per pochi”
Secondo il Comitato Insostenibili Olimpiadi, Milano-Cortina viene presentata come una grande opportunità, ma i benefici reali sarebbero destinati soprattutto a fondi immobiliari, costruttori privati e settori legati alla speculazione e al turismo di massa. A pagare il prezzo, sostengono, sarebbero invece i quartieri popolari, il ceto medio-basso, le comunità montane e alpine e i lavoratori dei servizi essenziali.
Il CIO ribadisce che la mobilitazione non si esaurirà con l’evento olimpico. L’obiettivo dichiarato è continuare a vigilare anche dopo la fine dei Giochi, quando – secondo gli organizzatori – emergeranno con più forza le ricadute negative su affitti, servizi pubblici e accesso allo sport di base. “Le nostre vite non sono in gioco”, è il messaggio che accompagnerà le giornate di protesta.