Quasi 10mila negozi sfitti in Lombardia: Milano ne conta oltre 800 solo nel 2025, ma lo shopping del lusso non conosce crisi
Tra desertificazione commerciale e vie del lusso che resistono, Milano conta 824 negozi chiusi nel 2025, mentre il cuore dello shopping resta vitale.
Milano e la Lombardia mostrano un volto contraddittorio del commercio urbano: da un lato quasi 10mila negozi sfitti nella regione e 12mila chiusure in dodici anni, dall’altro alcune vie rimangono simbolo di vitalità e lusso. Nella città meneghina, nel solo 2025, sono stati abbassati 824 serrande, mentre il totale dell’ultimo quinquennio supera le 1.500 unità, secondo l’Unione del Commercio. Nonostante i numeri, considerando i 40mila immobili classificati come C1, la situazione non è ancora irreversibile.
Il paradosso del turnover e le zone periferiche
Se da un lato la ristorazione riesce a riempire alcune vetrine, la rapidità del turnover – con locali che chiudono dopo pochi mesi – riflette le difficoltà economiche e pianificatorie. La desertificazione commerciale non risparmia nemmeno il centro città: fuori dalle direttrici storiche dello shopping aumentano le serrande spente, con effetti visibili sulla vivibilità urbana e sulla percezione di sicurezza.
E-commerce e affitti: ostacoli alla ripartenza
L’espansione dell’e-commerce ha profondamente cambiato le abitudini di acquisto, mentre gli affitti elevati complicano la vita ai commercianti e ai proprietari. Il bilancio è spesso difficile: ridurre il canone può essere insostenibile per i proprietari, mentre tenere il locale vuoto genera costi senza ricavi. Alcune proprietà trovano nella conversione in abitazioni una via alternativa, ma la strada di incentivi fiscali o canoni concordati nel settore commerciale resta complessa.
High street resilienti e il cuore dello shopping milanese
Le principali vie dello shopping milanese mostrano una sorprendente tenuta. Nel Quadrilatero della moda, via Manzoni, corso Vittorio Emanuele, Galleria Vittorio Emanuele II e piazza Duomo, su 963 negozi solo 78 risultano sfitti. Nelle cosiddette zone secondarie, come corso Garibaldi, corso Como o piazza Gae Aulenti, il tasso di sfitto sale al 13,8%, con una presenza più rilevante della ristorazione.
Via Monte Napoleone e Galleria Vittorio Emanuele II restano punti di forza: i canoni di locazione raggiungono cifre record fino a 21.800 euro al metro quadro, e le vetrine sfitte sono praticamente assenti. Anche corso Vittorio Emanuele conferma il trend positivo, con soli tre negozi vuoti su 58 unità. Il lusso e le vie storiche dello shopping continuano quindi a costituire un pilastro del commercio milanese, a fronte di un contesto urbano in evoluzione e di quartieri che faticano a riprendersi.