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Regione Lombardia approva la legge sulle energie rinnovabili: 8,766 GW entro il 2030 con tutela del suolo agricolo e del paesaggio

Il Consiglio regionale ha dato il via libera al testo con 44 voti favorevoli. Ex cave, discariche e tetti degli edifici al centro della strategia per limitare il consumo di terre agricole

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge che regolamenta l’installazione di impianti da fonti rinnovabili sul territorio regionale. Il testo, approvato con 44 voti favorevoli, 6 contrari e 16 astenuti, recepisce il Decreto legislativo 190/2024 e le norme europee sulla decarbonizzazione, fissando un traguardo di 8,766 GW di potenza installata entro il 2030 con una progressione annuale definita: 3,592 GW nel 2026, 4,616 nel 2027, 5,812 nel 2028 e 7,208 nel 2029.

Un equilibrio tra fabbisogno energetico e protezione del territorio.

Il provvedimento, illustrato in aula da Riccardo Pase della Lega, vicepresidente della Commissione Ambiente, punta a uno sviluppo controllato delle rinnovabili che limiti il consumo di suolo agricolo, semplifichi le procedure autorizzative dove possibile e garantisca trasparenza e monitoraggio costante. L’impatto stimato sulle aree agricole è di circa 7.750 ettari, pari allo 0,8% della Superficie agricola utile complessiva regionale, quantificata in circa 970mila ettari. “Il provvedimento tutela l’ambiente, l’agricoltura e il paesaggio, garantendo al tempo stesso una capacità energetica adeguata alle esigenze future e contribuendo alla riduzione dei costi energetici”, ha sottolineato Pase.

Aree degradate e tetti: le priorità per ridurre l’impatto sul suolo

Tra le scelte qualificanti della legge, la priorità assegnata all’utilizzo di aree già compromesse come ex cave, ex discariche e terreni degradati, oltre alla valorizzazione dei tetti degli edifici in una logica di autoconsumo. Gli impianti di accumulo elettrochimico sono stati inseriti tra le tecnologie ammesse grazie a un emendamento dell’assessore Sertori.

Ulteriori modifiche approvate in aula riguardano le fasce di distanza tra impianti e aree residenziali sensibili, l’esclusione dei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale dalle procedure semplificate e il rafforzamento delle competenze tecniche degli uffici comunali.

Agrivoltaico, fotovoltaico sui tetti e filiera circolare: gli ordini del giorno

Il dibattito in commissione, presieduta da Alessandro Cantoni, ha coinvolto numerosi soggetti istituzionali tra cui Arpa Lombardia, Anci Lombardia e la Città metropolitana di Milano, oltre a realtà ambientaliste ed esperti. Tra gli ordini del giorno approvati figurano indirizzi per favorire la prevalenza dell’attività agricola nei sistemi agrivoltaici, incentivi fiscali per il fotovoltaico su coperture esistenti, la promozione della filiera regionale e nazionale nel ciclo di vita dei pannelli e misure a tutela della continuità agricola e della qualità dei suoli.

“Si tratta di un provvedimento che segna un cambiamento epocale”, ha dichiarato Cantoni. “Regione Lombardia riesce a dare risposte concrete a esigenze molto complesse”. La legge è a impatto finanziario neutro e sarà sottoposta annualmente a clausola valutativa.

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