Regione Lombardia, dieci religioni unite a Milano nel segno della Tregua Olimpica
Sotto il braciere all’Arco della Pace un messaggio condiviso di dialogo e fraternità verso Milano-Cortina 2026
Milano sceglie il simbolo dell’Arco della Pace per rilanciare il valore più antico dei Giochi: la tregua. Dieci confessioni religiose si sono ritrovate sotto il braciere olimpico per l’evento “Nella tregua Olimpica”, promosso da Regione Lombardia insieme alla Consulta regionale per l’integrazione e la promozione del dialogo interreligioso.
Un momento ad alta intensità simbolica che intreccia spiritualità e sport nel cammino verso Milano-Cortina 2026. Ogni rappresentante delle comunità di fede ha proposto una breve preghiera tratta dalla propria tradizione, accompagnato dal Coro delle Voci Bianche del Liceo Musicale Riccardo Malipiero di Varese diretto da Angela Ballerio.
La Consulta interreligiosa e il percorso verso il 2026
La Consulta, operativa dal 2024 in attuazione di una legge regionale, riunisce le principali comunità religiose presenti in Lombardia con l’obiettivo di favorire conoscenza reciproca e iniziative comuni. L’appuntamento milanese rappresenta una tappa di questo percorso, con una doppia regia: prima il momento spirituale all’Arco della Pace, poi la dimensione artistica all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, sotto la direzione di Andrea Chiodi. All’evento hanno preso parte il presidente della Regione Attilio Fontana, il sottosegretario con delega alle Relazioni internazionali ed europee Raffaele Cattaneo e il vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo.
Fontana: “Le Olimpiadi occasione per un messaggio di fratellanza”
Per il presidente Fontana, Milano-Cortina 2026 deve essere molto più di un grande appuntamento sportivo. Richiamare la Tregua Olimpica significa trasformare la competizione in incontro e le differenze in dialogo. Il contributo delle comunità religiose, ha sottolineato, è essenziale per rafforzare la coesione sociale e promuovere il bene comune in un tempo segnato da tensioni internazionali.
Sulla stessa linea il sottosegretario Cattaneo, che ha ribadito come integrazione, libertà religiosa e confronto tra fedi siano pilastri di una convivenza fondata sul riconoscimento reciproco. La pace, ha osservato, non è un atto simbolico ma un esercizio quotidiano che coinvolge istituzioni e società civile.
Sport, cultura e dialogo: il messaggio della serata
Dopo gli interventi istituzionali, l’attore Giacomo Poretti ha letto il “Messaggio per la Pace” della Consulta, richiamando l’urgenza di costruire ponti in un contesto globale attraversato da guerre e conflitti. I Giochi Olimpici diventano così una piattaforma privilegiata per valorizzare le differenze e rafforzare il dialogo tra culture e religioni.
La serata è proseguita all’Auditorium Testori con uno spettacolo interreligioso aperto al pubblico. Dalla danza sacra kuchipudi proposta dalle comunità induiste al coro gospel delle comunità evangeliche, dalle sonorità del Sukun Ensemble – formato da musicisti musulmani italiani e francesi – fino alla rappresentazione cristiana dell’incontro tra San Francesco e il Sultano. Spazio anche al Coro Kol Hashomrim delle comunità ebraiche, con canti in diverse lingue della tradizione sefardita e ashkenazita.