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Regione Lombardia in prima linea per la Ciclovia Milano-Monaco: un progetto di sviluppo sostenibile

Milano– La Ciclovia Milano-Monaco di Baviera, una delle direttrici cicloturistiche europee più ambiziose, attraversa anche la Lombardia con un tracciato di circa 200 chilometri. Regione Lombardia, da sempre sostenitrice dell’iniziativa, conferma il proprio impegno strategico nello sviluppo dell’infrastruttura, che si pone come motore per la mobilità dolce e l’attrattività turistica dei territori coinvolti. L’assessora Terzi: […]

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Milano– La Ciclovia Milano-Monaco di Baviera, una delle direttrici cicloturistiche europee più ambiziose, attraversa anche la Lombardia con un tracciato di circa 200 chilometri. Regione Lombardia, da sempre sostenitrice dell’iniziativa, conferma il proprio impegno strategico nello sviluppo dell’infrastruttura, che si pone come motore per la mobilità dolce e l’attrattività turistica dei territori coinvolti.

L’assessora Terzi: “Un investimento che unisce mobilità sostenibile e valorizzazione del territorio”

Durante l’evento “Bike Track Test” tenutosi a Bolzano, l’assessora regionale alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi ha sottolineato l’importanza dell’opera. “Questo tracciato ciclabile non solo favorisce spostamenti sostenibili, ma costituisce anche un’opportunità economica concreta per le comunità locali. Abbiamo creduto sin dall’inizio in questo progetto e stiamo lavorando per garantirne la piena realizzazione”.

Oltre 300 chilometri tra natura, cultura e paesaggi alpini

Il percorso, già in gran parte fruibile, si sviluppa per oltre 300 chilometri da Bolzano a Milano, attraversando vallate alpine, pianure, borghi storici e ambienti naturali di pregio. In Lombardia, la ciclovia sfrutta percorsi già esistenti potenziati dal Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, con interventi di completamento e raccordo cofinanziati dalla Regione, in particolare in sinergia con la Provincia di Bergamo.

Bergamo protagonista: 30 milioni di euro per il tratto lombardo

Il tratto bergamasco ha visto una pianificazione attenta, con la conclusione della progettazione definitiva nel 2023 e un investimento complessivo di circa 30 milioni di euro, di cui una parte già operativa. Segmenti come Costa Volpino, Lovere e Lago di Gaiano sono stati ultimati, mentre altri sono in fase progettuale, con l’obiettivo di garantire continuità e sicurezza ai ciclisti.

Un’infrastruttura chiave in vista delle Olimpiadi Invernali 2026

La Ciclovia Milano-Monaco è anche parte della strategia di valorizzazione territoriale verso Milano-Cortina 2026. L’infrastruttura, oltre a favorire il turismo ciclabile, rafforza i collegamenti transnazionali con i Paesi dell’area alpina, già protagonisti di una crescita esponenziale del cicloturismo internazionale.

Una rete ciclabile connessa, tra Naviglio Martesana e Riserva Unesco

In Lombardia, il tracciato segue la ciclabile camuna lungo il fiume Oglio fino al Lago d’Iseo, attraversando la Riserva della Biosfera MaB UNESCO e costeggiando bellezze storiche come castelli, ville e parchi. Il tratto fino a Milano, attualmente realizzato al 60%, passa da Gaiano a Endine, Trescore Balneario, per poi innestarsi nel sistema della Martesana, una delle reti ciclabili più consolidate della metropoli lombarda.

Bike Track Test: 312 chilometri in tre giorni per testare il tracciato

Il test ufficiale della ciclovia si sta svolgendo dal 6 all’8 giugno con una trentina di ciclisti impegnati su un percorso di 312 chilometri. Il tragitto si suddivide in tre tappe: Bolzano–Vermiglio (94 km), Vermiglio–Darfo Boario Terme (93 km) e Darfo Boario Terme–Milano (125 km), con oltre 2.400 metri di dislivello, testimoniando l’importanza dell’infrastruttura anche per il turismo sportivo.

Verso una mobilità ciclabile europea integrata

“Progetti come la Ciclovia Milano-Monaco – ha concluso l’assessora Terzi – rappresentano un cambio di passo nella pianificazione infrastrutturale: pensare in ottica sovracomunale e transfrontaliera permette di costruire una vera ‘rete di reti’ ciclabili. Solo così possiamo trasformare la mobilità lenta in una leva reale di sviluppo e connessione territoriale”.

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