Regione Lombardia lancia il bando per sostenere il lavoro femminile: rimborsi fino a 400 euro al mese per baby-sitter e cura familiare
Un contributo per sostenere il lavoro femminile
In Lombardia arriva un sostegno economico pensato per aiutare le donne a non dover scegliere tra lavoro e responsabilità familiari. Si chiama “Lombardia per le donne” il nuovo bando regionale che prevede un contributo fino a 400 euro al mese per un massimo di un anno, destinato a rimborsare le spese sostenute per servizi di cura e assistenza. La misura è stata presentata da Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, alla vigilia della Giornata internazionale della donna. L’obiettivo è favorire l’ingresso o il rientro nel mercato del lavoro delle donne che devono conciliare attività professionale e carichi familiari.
Il peso dei carichi di cura sul lavoro delle donne
Il provvedimento nasce da una realtà ancora molto diffusa. In Lombardia più di una lavoratrice su tre è impiegata con contratto part-time e, nella maggior parte dei casi, non si tratta di una scelta volontaria. Spesso l’orario ridotto è l’unica soluzione per riuscire a seguire figli piccoli o familiari non autosufficienti.
Ancora più significativo è il dato sulle dimissioni per motivi familiari: ogni anno migliaia di donne interrompono la propria attività dopo la maternità o per assistere parenti malati. Secondo le elaborazioni su dati ISTAT e INPS, oltre l’80% delle dimissioni legate alla cura familiare riguarda infatti lavoratrici.
Un aiuto concreto per baby-sitting e assistenza
Il bando prevede il rimborso delle spese documentate per servizi di baby-sitting, educazione, assistenza e cura. Rientrano tra i costi coperti anche quelli per centri estivi, supporti educativi e servizi dedicati alla gestione dell’assistenza familiare.
Le spese devono essere sostenute attraverso strumenti regolari, come contratti di lavoro, il libretto famiglia INPS, cooperative o agenzie specializzate, oppure tramite rette e abbonamenti per servizi di cura. Il contributo resta valido anche se il contratto del servizio è intestato a un altro membro del nucleo familiare.
Chi può richiedere il contributo
Il sostegno è destinato alle donne residenti in Lombardia con un ISEE fino a 50.000 euro e con responsabilità di cura. Possono fare domanda lavoratrici dipendenti, anche con contratto part-time di almeno sei mesi, ma anche libere professioniste, lavoratrici autonome e imprenditrici con partita IVA.
Rientrano tra le beneficiarie anche le donne che hanno trasformato il proprio contratto da part-time a tempo pieno negli ultimi sei mesi oppure chi ha avuto un figlio, o ha accolto un minore tramite adozione o affido, da meno di un anno.
Il contributo è previsto per madri con figli fino a 14 anni, soglia che sale a 18 anni in presenza di disabilità. Possono accedere alla misura anche le donne che assistono un coniuge, un convivente o un parente entro il secondo grado con disabilità riconosciuta.
Un investimento sulla partecipazione al lavoro
Secondo l’assessore Simona Tironi, l’iniziativa vuole contrastare un meccanismo che spesso costringe le donne a rinunciare alla propria carriera o a ridurre drasticamente l’attività professionale per far fronte alle esigenze familiari.
Per informazioni sul bando è possibile scrivere all’indirizzo: [email protected]