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Regione Lombardia stanzia altri due milioni per badanti e assistenti familiari a domicilio: finanziate oltre tremila famiglie

Oltre tremila persone finanziate secondo la rilevazione di settembre. Le risorse divise tra le otto Ats sulla base della popolazione anziana e delle domande presentate negli anni scorsi

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La Giunta regionale ha stanziato due milioni di euro per il rifinanziamento del bonus assistenti familiari, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini. Lo strumento interviene su un doppio versante: da un lato sostiene economicamente i nuclei che devono organizzare l’assistenza a un congiunto, dall’altro riconosce la funzione professionale di chi quel lavoro lo svolge, favorendo l’incontro tra chi cerca e chi offre questo tipo di prestazione.


I numeri della misura


La rilevazione effettuata nel settembre 2026 contabilizza oltre tremila persone ammesse e finanziate attraverso il provvedimento. Parallelamente sono stati attivati sportelli e registri dedicati in tutti gli Ambiti territoriali sociali della regione: l’unica eccezione riguarda Campione d’Italia, dove le procedure sono ancora in corso.


Come vengono divise le risorse


La ripartizione tra le otto Agenzie di tutela della salute segue due criteri distinti. Una quota pari al 30% dello stanziamento viene distribuita in proporzione alla popolazione residente con più di sessantacinque anni, sulla base dei dati Istat aggiornati al 1° gennaio 2024. Il restante 70% si calcola invece sullo storico delle domande ammesse e finanziate nelle edizioni precedenti. Saranno poi le Ats a trasferire le somme agli Ambiti territoriali sociali, che le impiegheranno in funzione delle disponibilità assegnate, della rendicontazione presentata e delle spese effettivamente sostenute. Il meccanismo prevede inoltre la possibilità di compensazioni tra Ambiti e tra Agenzie, così da coprire eventuali fabbisogni aggiuntivi.


Lucchini: “Le famiglie non possono essere lasciate sole”


Per l’assessore regionale il rifinanziamento conferma una linea di welfare costruita attorno alla permanenza della persona nel proprio contesto di vita. Sostenere chi decide di assistere un familiare a domicilio significa, nelle sue parole, riconoscere al tempo stesso il valore professionale e sociale degli assistenti familiari. L’investimento punta a rafforzare la rete di supporto attorno ai nuclei che convivono con una situazione di fragilità o di non autosufficienza, promuovendo prestazioni qualificate e accessibili. Il provvedimento rientra nella programmazione regionale dedicata al sostegno della famiglia e alle responsabilità di cura.

 


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